BOLZANO. Sono sette i candidati altoatesini per le elezioni europee del 25 maggio. Quasi tutti candidati di lingua tedesca, anche se inseriti in liste necessariamente interetniche, trattandosi della circoscrizione del nordest. Anche la Svp, che si presenta come partito di minoranza linguistica, schiera una candidata del Patt, Lorena Torresani. Questi i nomi dei candidati locali: Herbert Dorfmann capolista della Svp, con Christine Gostner von Stefenelli e Manuel Massl (Svp), Pius Leitner (Lega-Freiheitlichen), Andrea Pradi (Pd), Oktavia Brugger (L’altra Europa con Tsipras) e Johann Gruber (Italia dei valori). Assenti esponenti altoatesini del centrodestra. Il candidato con posto pressoché assicurato è l’uscente Herbert Dorfmann, che avrà come principale sfidante Leitner: è la prima volta che i Freiheitlichen corrono alle europee e lo possono fare grazie alla candidatura nella lista della Lega. Proprio Dorfmann e Leitner hanno presentato ieri la loro candidatura. La tradizionale sfida tra i due partiti diventa battaglia sull’idea di Europa.

Dorfmann e i 50 mila. Grazie al collegamento con il Pd, la lista di minoranza linguistica della Svp viene esentata dalla soglia minima del 4% prevista per gli altri partiti. Dorfmann deve raccogliere almeno 50 mila voti per tornare a Bruxelles (alle europee del 2009 la Svp ne ottenne 117 mila). Dorfmann avvia subito una campagna decisamente ruvida nei confronti degli avversari. La presenza di Leitner, uomo da 36 mila preferenze alle ultime provinciali? «Non è certo la prima volta che la Svp alle europee corre contro candidati sudtirolesi. Nel 2009 i Verdi schierarono l’uscente Sepp Kusstatscher e Renate Holzeisen (nella lista Sinistra e libertà, ndr). C’erano anche Robert Janek con la Lega e Georg Schedereit con l’Idv. La scelta tra me e Leitner è piuttosto chiara: da un lato c’è la nostra proposta di una Europa forte in un contesto regionale-federale,con un cuore sociale, dall’altro c’è l’alleanza dei Freiheitlichen con la Lega, il Front national di Marine le Pen e l’Fpö, che vogliono una Europa degli Stati senza più euro. Noi lavoriamo seriamente per l’euroregione e la mia candidatura, oltre che da Patt e Upt, è sostenuta anche dai presidenti di Trentino e Tirolo», risponde l’europarlamentare. E Oktavia Brugger? Così Dorfmann: «In Alto Adige si propone come candidata dei Verdi, ma la sua lista è quella di Tsipras, che a Bruxelles siede con i comunisti. Altro che ambientalisti, sono quelli che difendono la vecchia industria a carbone».

Leitner e il Carroccio. A presentare la candidatura di Leitner, numero 10 della lista della Lega, c’erano ieri al Laurin il commissario della Lega Maurizio Fugatti, l’europarlamentare Lorenzo Fontana (numero 3 in lista) e Markus Abwerzger, Obmann della Fpö tirolese. La Lega ha inserito il simbolo dei Freiheitlichen nel proprio logo per le elezioni e la battaglia per lo Stato libero nel programma. A Leitner potrebbero bastare 20-25 mila voti per essere eletto, a patto che la Lega superi il 4%. Una alleanza di estrema destra, tenuta insieme dalle politiche xenofobe? La limitazione degli stranieri è al secondo posto del programma. Anche Leitner prende di petto l’avversario: «Ci mettiamo in gioco per un’altra Europa: quella dei popoli, non quella dei grandi capitali con cui si schiera la Svp. Non quella dell’immigrazione senza controlli. Non ho paura di Marine Le Pen, di cui non condivido tutto. La fanno passare per una sorta di demonio, per non discutere dei problemi che solleva. Non sostengo l’uscita dall’euro, ma un euro a due velocità, perché la politica imposta dalla Germania soffoca i Paesi e danneggia l’immagine stessa dell’Unione europea». Gli elettori di Leitner capiranno la candidatura con un partito «italiano»? «È un rischio da correre per esserci. La mia proposta è il Libero Stato in una europa delle regioni».

Brugger e Tsipras. Oktavia Brugger la comunista? L’ex giornalista Rai, figlia di Peter Brugger, ride: «Che l’Altra europa sia una lista“comunista” lo sento dire solo a Bolzano. Il comunismo è morto, mentre Alexis Tsipras è un giovane leader emergente, che guida una alleanza di liste di sinistra, con lo sguardo tutto rivolto al futuro. Mi candido perché mi riconosco in una politica eco-sociale, che vuole fare della crisi una occasione per ripartire. C’è una alternativa, è puntare su settori sostenibili e ripensare il lavoro». La sfida con Dorfmann e Leitner? «Poco eccitante. Leitner è sulla piazza da oltre vent’anni, Dorfmann punta alla conservazione». (fr.g.)

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