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BOLZANO. L’istanza di rinvio, depositata ieri dall’avvocato Francesco Coran, difensore del Gruppo Podini, è stata accolta. Il giudice Walter Pelino ha accordato un rinvio di circa tre mesi (con udienza fissata al 16 giugno) per attendere l’esito della verifica che i tre imprenditori sotto inchiesta (Giovanni, Alessandro e Stefano Podini) hanno chiesto in contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate. Come noto la Procura contesta l’evasione di imposte per un milione e 700 mila euro a seguito della mancata dichiarazione al fisco italiano degli utili conseguiti dal 2006 al 2009 dalla società «La Pin» con sede in Lussemburgo. Si tratta di una Holding che deteneva (sino al 2009) le quote delle società del gruppo operanti all'estero. «La Pin» venne poi assorbita dalla «Podini Holding» italiana, operazione decisa a seguito di una modifica legislativa (disposta nel 2006) che portava a considerare italiana anche una società con sede all’estero ma con soci e amministratori italiani. Proprio come nel caso de «La Pin». Nella contestazione di Guardia di Finanza e Procura (in relazione all’importo evaso) non sarebbero stati adeguatamente valutati i costi aziendali. Di qui la richiesta di procedere ad una rivisitazione degli atti relativi alla contabilità dell’azienda. L’obbiettivo è di ottenere un ridimensionamento dell’importo contestato che potrebbe - secondo la difesa - anche scendere sotto la soglia di punibilità penale. Ipotesi che il Pm Bisignano, ieri in aula, ha definito improbabile.©RIPRODUZIONE RISERVATA


