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MERANO. Il contratto per la gestione dell’ex palaghiaccio di via Mainardo è stato chiuso ancora alla fine di marzo, ma fino a oggi la cooperativa Palamainardo non ha ancora saldato i debiti con l'amministrazione comunale, che nel frattempo aveva anticipato oltre 24 mila euro per pagare le utenze come la fornitura del gasolio e dell’acqua.
A sua volta, la cooperativa vanta dal Comune contributi, rimborsi e compensi per il servizio di custodia per un valore di 18 mila euro.
Dopo sette mesi di silenzio, ora il servizio sport al secondo piano del palazzo municipale propone due operazioni per chiudere il contenzioso. Da una parte si compensano le due voci di debito e credito, dall'altra si acquistano dei beni di proprietà della cooperativa che sono necessari ai fini della gestione e del funzionamento dell'impianto.
La stima del materiale oggi di proprietà della cooperativa, che dovrebbe passare di mano, porta a una cifra che si aggira sui quattromila euro. Con l'accordo che ora le due parti dovranno sottoscrivere si compensano le posizioni, lasciando solamente 2.300 euro di importo che ancora la coop Palamainardo dovrà versare nelle casse del Comune.
Va ricordato che l'anno scorso, al termine di una serie di trattative che avevano coinvolto anche la gestione del bar che si trova sopra la tribuna principale, l'ufficio patrimonio aveva deciso di chiudere il rapporto con la coop Palamainardo e di passare alla gestione diretta dell'ex palaghiaccio, oggi usato essenzialmente come campo per il calcio a cinque all'aperto, andando a risparmiare costi e affidandosi alla collaborazione di una sola persona.
Il futuro dell'impianto sportivo, fino a ora preservato da speculazioni edilizie e dalla fame di imprenditori edili che nel corso dell'ultimo decennio si sono più volte fatti avanti e hanno più volte messo gli occhi sulla interessante superficie a due passi dalla stazione ferroviaria, ora però torna ad essere incerto.
Il masterplan 2030, che lo studio Benevolo sta completando in queste settimane, prevede che le tribune e il campo da calcio a cinque in un futuro poi neppure troppo lontano lascino il posto a insediamenti produttivi piuttosto che ricettivi, nel quadro del nuovo assetto urbanistico che si vuole dare alla stazione, sempre più inquadrato come centro mobilità e di scambio. Una prospettiva che chiaramente cambierebbe tutte le prospettive dell’attuale impianto sportivo.
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