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BOLZANO. Facoltà di Medicina, l’assessorato alla Sanità, in mano al presidente Arno Kompatscher, inizia a pensare alla sede. Se ne è discusso nell’ultimo Comitato di Piano, che ha messo in preventivo una spesa generale di 35 milioni di euro per il nuovo edificio che sorgerà nell’area della Claudiana, arredi, dotazioni tecniche, sistemazione esterna di parcheggi e area biciclette ed eventuali spese impreviste.
Il progetto punta alla realizzazione di una struttura di 28 mila metri cubi fuori terra (e di altri 6 mila interrati).
Previste aule didattiche per 120 studenti, un’aula multimediale con 50 postazioni, un’aula magna per 190 ragazzi ed una biblioteca con 130 posti. E ancora un numero importante di laboratori di fisica, microbiologia, anatomia, e sale docenti.
Le intenzioni della Provincia sono chiare. Dare il via a Bolzano al primo corso di laurea in medicina nell’anno accademico 2024/2025.
Avvio - che ricordiamo - era stato annunciato per il 2022.
Se a Trento la facoltà che collabora con l’ateneo di Verona è scattata da alcuni anni, la giunta provinciale di Bolzano nel 2021 aveva approvato la delibera per dare il via all’iter che avrebbe portato all’istituzione del corso.
Palazzo Widmann dopo l’ok del ministero, ha scelto come partner l’Università “Cattolica del Sacro cuore” di Milano, la cui facoltà di Medicina e chirurgia ha sede a Roma, che fornirà i docenti.
Le lezioni saranno in lingua inglese, i tirocini in italiano e tedesco e si terranno alla “Claudiana” - Polo Universitario delle professioni sanitarie - dove si aprirà una sorta di succursale trilingue del quotato ateneo privato. Si inizierà con 50/ 60 posti, di cui circa 35 riservati a studenti dell’area Ue. Gli studenti, che saranno a tutti gli effetti laureati della “Cattolica”, dovranno garantire 4 anni di lavoro in Alto Adige. I costi complessivi (personale docente ed amministrativo, servizi di amministrazione) sono stimati in quasi un milione per l’anno di attivazione del corso 2024 e di più di 2 milioni per l’anno di attivazione del corso 2025.
L’obiettivo, insieme alle collaborazioni avviate con altri atenei, è garantire camici bianchi alla sanità altoatesina da anni in fortissima difficoltà a reclutare personale. Ricordiamo che la Provincia, dopo aver valutato la possibilità di collaborare con diverse Università, ha scelto la “Cattolica. Il direttore generale Asl, Florian Zerzer, è sempre stato chiaro: «Siamo stati promossi a pieni voti dagli esperti della “Cattolica” venuti a testarci». I motivi elencati nella delibera della Provincia del 2021: offerta di un curriculum in lingua inglese; rete di ricerca e reti di docenti di elevata qualità; esperienza pluriennale di collaborazione con la Claudiana e disponibilità a collaborare con università di Paesi dell’area tedesca. V.F.
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