MERANO. Il fallimento del progetto di produzione, conservazione e incremento della trota marmorata, principale obiettivo della pescicoltura sul Passirio, che si sviluppa sopra Lazago, ora è certificato dai dati. L'altra mattina l'assessore provinciale Arnold Schuler e il direttore del centro sperimentale di Laimburg Michael Oberhuber hanno presentato i risultati della ricerca affidata al laboratorio della fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige.

Il 90% degli esemplari di trota marmorata analizzati, 400 su una fauna ittica complessiva di circa 8 mila unità presenti sul territorio provinciale, è ibridizzato, ovvero presenta una percentuale di geni della trota marmorata inferiore al 95%. Una brutta notizia per chi avrebbe dovuto, attingendo a soldi pubblici, portare avanti il progetto di trota marmorata autoctona.

Ogni anno dal 2000, anno di apertura del centro di studio e allevamento della trota marmorata, i costi sostenuti da Laimburg sono sempre stati superiori rispetto agli introiti derivanti dalla vendita del pesce. Ogni anno sono stati allevati dai due ai tre milioni di uova per generare trote marmorate autoctone con le quali ripopolare i principali fiumi dell'Alto Adige, Adige, Isarco, Rienza e Passirio in primis.

A fronte di spese di gestione tra i 350 e i 400 mila euro, gli incassi sono arrivati al massimo a 200 mila euro, la metà. Informazioni queste fornite direttamente dall'ex presidente della Provincia Luis Durnwalder rispondendo a una interrogazione. L'altra mattina Schuler e Oberhuber, oltre a presentare i dati, sono anche stati chiamati a chiarire come intendono procedere di fronte a questo risultato, che secondo l'assessore "mette a dura prova l'immagine della pescicoltura, di Laimburg e anche della Provincia che l'impianto ha finanziato".

Per prima cosa si dovrà cercare di preservare la genuinità del 10% del campione ritenuto conforme al progetto, mentre il restante pesce (geneticamente si parla di una mescolanza tra trota marmorata e trota di fiume atlantico) dovrà essere isolato e gestito in spazi d'acqua chiusi, in modo da evitare ulteriori contaminazioni.

"La semina, finanziata dalla Provincia - hanno detto l'altra mattina Schuler e Oberhuber - non ha dato in questi anni risultati soddisfacenti. Ripartendo da questo aspetto, la Provincia di Bolzano ha deciso di adottare una nuova impostazione per quanto concerne l'ambito della pescicoltura, con l'obiettivo principale di supportare e migliorare le popolazioni di trota marmorata, attraverso la semina di uova oculate nei corsi che affluiscono nell'area di diffusione principale Il progetto adottato dalla Provincia, in futuro, punterà soprattutto sulla ricerca, sull’analisi e sull'ottimizzazione delle semine sulle popolazioni esistenti".

Quindi, basta coltivazione affidata a Laimburg, ma essenzialmente lavoro scientifico e di ricerca. E dei soldi immessi in questi anni nel centro all'imbocco della val Passiria? Per ora nessuna resa dei conti, ne tra uffici provinciali e Laimburg e neppure con il direttore di quella struttura periferica.

Non una pietra sopra, almeno così lascia intendere Arnold Schuler, ma un rinvio delle necessarie valutazioni alla fine dell'anno, quando il piano di riordino del centro sperimentale di Laimburg, che comprende anche Trauttmannsdorff e pescicoltura, sarà completato". (rog)

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