BOLZANO. La Chinatown bolzanina si scoprirà presto più «ristretta». La Guardia di finanza farà infatti chiudere 25 tra bar, ristoranti, rosticcerie e minimarket cinesi, le cui licenze sono state ottenute con una truffa. Altri due locali finiti nel mirino si trovano fuori Bolzano. L'inchiesta, di cui si occupa diffusamente l'ultimo numero dell'Espresso, è partita dalle Fiamme gialle di Padova e coinvolge tutta Italia: i locali aperti con licenze false sono 1.022, con il Lazio a fare la parte del leone (qui 304 esercizi abbasseranno presto le serrande) seguito da Veneto (242), Toscana (110) e Lombardia (108).

Per poter aprire un bar o un ristorante, se si è nuovi del mestiere occorre prima ottenere il "Certificato per l'attività di somministrazione e vendita di prodotti alimentari", più noto come REC. A Bolzano e Trento viene rilasciato dalla Camera di commercio, nel resto d'Italia dalle Regioni. Come si ottiene normalmente il REC? Con un corso di 120 ore, frequenza obbligatoria. Ma se non hai tempo e non sei in grado di seguire le lezioni in italiano, il certificato (falso) te lo compri. Il comando provinciale di Padova del colonnello Ivano Maccani ha scoperto una centrale di falsificazione: ne erano artefici un gruppo di commercialisti compiacenti sparsi tra Padova, Verona e Vicenza e il titolare di una società di consulenza del lavoro.

«Sbianchettavano» al computer i certificati e inserivano numeri progressivi scelti a casaccio: con quei REC taroccati, via libera alla concessione della licenza. E alla proliferazione di bar e altri esercizi del settore «alimenti e bevande». Un'alternativa altrettanto illegale era rappresentata dai corsi presso le scuole abilitate: in questo caso, anziché acquistare i REC falsificati, i cinesi si fingevano frequentatori di alcune scuole del centro Italia: lì i caporali scaricavano interi pullman di connazionali. Non per frequentare i corsi. Ma per firmare, pagare e ritirare gli attestati dopo aver superato l'esame finale.

Falso ideologico, è il reato: facile rispondere "sì" o "no" ai quiz proposti, se poco prima qualcuno ti ha passato un foglio con le risposte giuste, più qualche errore per non destare sospetti. Le scuole intascavano 1.200 euro, i caporali 600. Una prassi molto diffusa. Pochi mesi fa, una prima fase dell'operazione, denominata "La grande serrata", aveva portato alla chiusura in mezza Italia di 207 esercizi pubblici, tutti aperti con i falsi certificati. Ora, come detto, gli 007 della Finanza hanno trovato centinaia di altri documenti contraffatti; ed è per questo che, a Bolzano, quasi una trentina di esercizi si vedranno abbassare le serrande dal Comune, che di fatto diventa parte lesa.

Ma non è finita: "Stiamo approfondendo possibili ipotesi di riciclaggio - spiega Maccani - perché soprattutto in periodi di crisi come questo, il denaro cash è potere. E tra bar e ristoranti, ne circola molto». Ci sono locali di 20 metri quadrati con 11 dipendenti: per la Finanza, sono la copertura del vero lavoro degli schiavi che finiscono nei laboratori clandestini, in Veneto o altrove. Si indaga anche uno scambio di fatture tra società cinesi: da una parte, quelle che dichiarano volumi d'affari più alti di quelli reali - sovrafatturando - per giustificare il personale esorbitante ufficialmente alle loro dipendenze; dall'altra, quelle che abbattono i guadagni reali per evadere il fisco.

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