PHOTO
MERANO. Da una parte la crescita di domande per alloggi a condizioni agevolate – per i sindacati oltre 500 richieste presentate all'Ipes nel 2016. Dall'altra, quegli edifici di proprietà pubblica abbandonati, vuoti o sottoutilizzati. È un'immagine che stride. Pur nella consapevolezza che ogni situazione ha la sua storia e che le amministrazioni hanno regole, tempi e bilanci da osservare, a tante famiglie dai redditi contenuti che sognano un'abitazione adeguata alle necessità questa inaccessibile disponibilità di locali fa digrignare i denti. Stato, Provincia, Comune: ogni ente ha le sue case nel limbo, per un motivo o per l'altro, con un futuro poche volte chiaro.
Un caso emblematico è Villa Italia. Proprietà del demanio civile al quale fu ceduta da quello militare. Vi alloggiavano gli ufficiali. Da oltre vent'anni è in condizioni di abbandono. Lo Stato ha cercato di piazzarla, in ultimo al Comune nella legislatura Januth, che declinò l'offerta: troppo alti i costi di ristrutturazione del bell'edificio sotto tutela in via Huber, prossimo all'Agenzia delle entrate. Un investimento ritenuto inidoneo dall'amministrazione. A pochi passi si trova il condominio Mainardo-Huber, all'incrocio fra le omonime vie. È del demanio militare. Vi alloggiavano a equo canone 18 famiglie di ufficiali e sottufficiali in servizio e in quiescenza. Nei confronti dei secondi nel 2011 è stata applicata una legge che ne allineava l'affitto ai prezzi di mercato. L'effetto è misurabile dalle tapparelle abbassate: molti di quegli appartamenti sono stati lasciati e sono tuttora vuoti, e il demanio continua a pagarne le spese condominiali. Di situazioni analoghe in città (ma anche in altre località altoatesine) ve ne sono diverse: solo a Merano erano un migliaio gli ufficiali fino al 1997 che abitavano alloggi di servizio. Il loro numero è drasticamente calato e nel frattempo sono sorte nuove case per gli appartenenti all’Esercito nell'ambito degli accordi Stato-Provincia. Ed ecco gli esuberi di alloggi riservati a militari che non ci sono.
Altra è la storia della ex scuola di Quarazze. Alcuni anni fa sembrava dovesse entrare nella trattativa con l'istituto San Nicolò, così non è stato. Ora l’amministrazione comunale ha predisposto una nuova stima: la valutazione dell'immobile oltrepassa di un po' oltre il milione di euro. Il Comune non ritiene l’edificio idoneo ai suoi scopi e se non si approderà a una soddisfacente permuta sarà bandita un'asta. C'è poi, a Maia Alta, un caso che si trascina da lungo tempo. Che non riguarda la questione abitativa, ma si tratta comunque di un edificio pubblico sfruttato sotto le sue possibilità. È l'ex ospedale Böhler, solo parzialmente occupato dalle scuole. E l'altra parte, a cosa è destinata? La Provincia dice che il palazzo sarà ristrutturato. Ma non prima del 2022.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


