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Bolzano. C’è chi installa plexiglass, studia il modo per contingentare gli accessi, acquista mascherine, guanti, materiale per sanificare e disinfettare tutte le attrezzature; e chi invece preferisce attendere le linee guida sulla sicurezza del Ministero che ancora non ci sono. In comune la speranza di poter ripartire il prima possibile: la data - confermata ieri sera dal ministro Vincenzo Spadafora - è quella del 25 maggio.
«Io chiedo solo - dice Ivo Dalpasso, titolare della palestra Eden 2000 di via Cesare Battisti - di sapere quali sono le prescrizioni e mi adeguo. Pare che vogliano inserire la regola di una persona ogni 10 metri quadrati. Se fosse così, a me andrebbe benissimo, visto che ne ho a disposizione 500. Ma purtroppo al momento non ci sono certezze. L’importante comunque è poter partire il prima possibile. Ormai sono più di due mesi che siamo chiusi, però le spese fisse da pagare ci sono».
In attesa di avere indicazioni precise Dalpasso ha pensato bene di portarsi avanti: «Ho acquistato il termoscanner per misurare la febbre all’ingresso e poi plexiglass per la cassa; spruzzini per disinfettare gli attrezzi prima e dopo l’uso. Aspetto indicazioni sugli spogliatoi che però, a quanto pare, non potranno essere utilizzati».
Lavori in corso alla Green Energym, la palestra che si estende su 4 mila metri quadrati all’ultimo piano del Centrum di via Galvani, per spostare attrezzi, chiudere un armadietto ogni tre, sanificare tutti gli ambienti. In modo da essere pronti quando arriverà il via libera. «Non ci sono ancora i protocolli ufficiali - spiega Tomas Perini, il gestore - ma abbiamo delle indicazioni di massima che stiamo adottando. Speriamo di poter riaprire prima possibile: i nostri clienti continuano a chiederci quando potranno tornare ad allenarsi. In linea di massima si dovrebbe ripartire il 25 maggio, ma non sarà come prima».
La Green Energym ha circa duemila soci e chiaramente, con le nuove regole sul rispetto delle distanze e l’obbligo di evitare concentrazioni, gli ingressi dovranno essere contingentati. «Per venire in palestra - spiega Perini, anticipando quelle che saranno le disposizioni in tempi di emergenza Covid - si dovrà prenotarsi attraverso una App e abbiamo calcolato che ognuno non avrà a disposizione più di un’ora e 30; un po’ meno di quella che abbiamo visto essere la media degli allenamenti».
Ma gli appassionati di sport o chi ama semplicemente tenersi in forma, sono pronti ad accettare qualsiasi restrizioni: non se ne può più di corsi online, c’è voglia di tornare in palestra.
Al Salewa Cube si è deciso che per arrampicare non si userà più la magnesite in polvere, ma quella liquida. «In tempi di epidemia Covid è più sicura - spiega Martin Knapp, il gestore della struttura - perché contiene un 70% di alcol. Dobbiamo inoltre capire quante persone potremo fare entrare, a seconda che si applichi il rapporto di una ogni 10 metri quadrati o di una ogni 20. Attualmente abbiamo una capienza di 180 persone, ipotizziamo di dover limitare gli accessi a 40-50».
Aspetta le linee guida nazionali prima di adottare misure che magari non servono o non sono quelle richieste, Andrea Simeoni, general manager delle palestre 2Fit di Bolzano e Merano con 15 dipendenti e 3.400 metri quadrati a disposizione. «Appena arriva l’ok - assicura - ci adeguiamo e partiamo. Attendiamo indicazioni in particolare per la parte relativa agli spogliatoi, ma anche se dovessero restare chiusi, riusciremo ad organizzarci. Chiediamo solo di lavorare, perché abbiamo le spese fisse e dobbiamo restituire i soldi degli abbonamenti per i mesi in cui siamo stati chiusi».
Aspetta indicazioni precise anche Giovanni Argentieri della palestra Pole Dance che però non si fa troppe illusioni: «Purtroppo abbiamo una struttura piccola e la nostra disciplina non consente il rispetto delle regole sul distanziamento tra insegnante e atleta».
«Io chiedo solo - dice Ivo Dalpasso, titolare della palestra Eden 2000 di via Cesare Battisti - di sapere quali sono le prescrizioni e mi adeguo. Pare che vogliano inserire la regola di una persona ogni 10 metri quadrati. Se fosse così, a me andrebbe benissimo, visto che ne ho a disposizione 500. Ma purtroppo al momento non ci sono certezze. L’importante comunque è poter partire il prima possibile. Ormai sono più di due mesi che siamo chiusi, però le spese fisse da pagare ci sono».
In attesa di avere indicazioni precise Dalpasso ha pensato bene di portarsi avanti: «Ho acquistato il termoscanner per misurare la febbre all’ingresso e poi plexiglass per la cassa; spruzzini per disinfettare gli attrezzi prima e dopo l’uso. Aspetto indicazioni sugli spogliatoi che però, a quanto pare, non potranno essere utilizzati».
Lavori in corso alla Green Energym, la palestra che si estende su 4 mila metri quadrati all’ultimo piano del Centrum di via Galvani, per spostare attrezzi, chiudere un armadietto ogni tre, sanificare tutti gli ambienti. In modo da essere pronti quando arriverà il via libera. «Non ci sono ancora i protocolli ufficiali - spiega Tomas Perini, il gestore - ma abbiamo delle indicazioni di massima che stiamo adottando. Speriamo di poter riaprire prima possibile: i nostri clienti continuano a chiederci quando potranno tornare ad allenarsi. In linea di massima si dovrebbe ripartire il 25 maggio, ma non sarà come prima».
La Green Energym ha circa duemila soci e chiaramente, con le nuove regole sul rispetto delle distanze e l’obbligo di evitare concentrazioni, gli ingressi dovranno essere contingentati. «Per venire in palestra - spiega Perini, anticipando quelle che saranno le disposizioni in tempi di emergenza Covid - si dovrà prenotarsi attraverso una App e abbiamo calcolato che ognuno non avrà a disposizione più di un’ora e 30; un po’ meno di quella che abbiamo visto essere la media degli allenamenti».
Ma gli appassionati di sport o chi ama semplicemente tenersi in forma, sono pronti ad accettare qualsiasi restrizioni: non se ne può più di corsi online, c’è voglia di tornare in palestra.
Al Salewa Cube si è deciso che per arrampicare non si userà più la magnesite in polvere, ma quella liquida. «In tempi di epidemia Covid è più sicura - spiega Martin Knapp, il gestore della struttura - perché contiene un 70% di alcol. Dobbiamo inoltre capire quante persone potremo fare entrare, a seconda che si applichi il rapporto di una ogni 10 metri quadrati o di una ogni 20. Attualmente abbiamo una capienza di 180 persone, ipotizziamo di dover limitare gli accessi a 40-50».
Aspetta le linee guida nazionali prima di adottare misure che magari non servono o non sono quelle richieste, Andrea Simeoni, general manager delle palestre 2Fit di Bolzano e Merano con 15 dipendenti e 3.400 metri quadrati a disposizione. «Appena arriva l’ok - assicura - ci adeguiamo e partiamo. Attendiamo indicazioni in particolare per la parte relativa agli spogliatoi, ma anche se dovessero restare chiusi, riusciremo ad organizzarci. Chiediamo solo di lavorare, perché abbiamo le spese fisse e dobbiamo restituire i soldi degli abbonamenti per i mesi in cui siamo stati chiusi».
Aspetta indicazioni precise anche Giovanni Argentieri della palestra Pole Dance che però non si fa troppe illusioni: «Purtroppo abbiamo una struttura piccola e la nostra disciplina non consente il rispetto delle regole sul distanziamento tra insegnante e atleta».


