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BOLZANO. L'Eurac dice: Casanova, nonostante Casaclima, consuma più del previsto. Stefano Fattor risponde: Casaclima, nonostante l'uso che ne fanno alcuni a Casanova, è la Ferrari del risparmio energetico. Fattor guida la nuova Casaclima. Che da società impegnata sul libero mercato, (lo è rimasta solo nelle sue attività fuori dall'Alto Adige) è adesso un "ente strumentale". Un pezzo di Provincia. La vocazione? «Assistere chi ce lo chiede e affiancare chi costruisce con le nostre certificazioni», dice il presidente. Gratis? Gratis. L'obiettivo? Creare abitazioni performanti. Il che vuol dire capaci di offrire molto conforto (aria, calore, protezione e salubrità) con molta meno energia. Si spende poco di più prima, per pagare molto meno dopo. Questo è lo schema. Solo che, pochi giorni fa, l'Eurac ha presentato una ricerca secondo la quale proprio nel quartiere più "performante" si sono registrati consumi fuori controllo. Dal 20 al 30% in più nel riscaldamento e negli impianti di cucina. Quindi? «Quindi attenzione - replica Fattor - perchè i numeri sono questi: si parla di 20 alloggi di Casanova su 900 in cui si sono registrati dati deludenti e, soprattutto, che questi dati non sono riconducibili alle prestazioni e agli impianti delle case ma al loro cattivo uso».
Cosa è accaduto, presidente?
«Una decina di anni fa Casaclima ha certificato solo l'involucro. Ma si tratta di un involucro che, nonostante gli anni, ha retto benissimo. Ora certifica anche gli impianti».
E i risultati deludenti?
«Si sono concentrati in alcuni alloggi con impianti ancora vecchi. E, in particolare, in un lotto che ha avuto vicende complicate. La ditta che doveva fornirli è fallita e ci sono stati intralci nel passaggio del testimone. Gli altri 880 alloggi, mi pare, hanno mostrato grande soddisfazione».
Che lezione si può trarre dall'indagine?
«Che oltre alla formazione dei tecnici, ci vorrebbero corsi di formazione anche per gli inquilini».
Brevi, si spera.
«Brevissimi. Ma anche per mettersi al volante di un'auto serve imparare le regole».
E per Casaclima quali sono?
«Ad esempio. Vivere in una casa a basso consumo non significa far salire i gradi del riscaldamento a 23, 24. Non è come spingere sull'acceleratore. Stare a 20 gradi dentro un alloggio non Casaclima significa che l'aria è a 20 ma i muri sono a 13. In un involucro performante anche i muri sono a 20 e la percezione complessiva sale automaticamente di almeno due gradi. E nell'indagine è emerso proprio questo: uno scorretto innalzamento dei gradi. E dunque più consumo. Ma inutile».
E poi si dice: a Casanova non si possono aprire le finestre..
«Sbagliato. Non è che non le si può aprire: non si è costretti ad aprirle per cambiare l'aria. Il riciclo è automatico. E, in ogni caso: è un errore pensare che tenendo molto aperti i vetri, anche in case normali si arieggi di più. Bastano 10 minuti per cambiare tutta l'aria. Il resto non fa altro che raffreddare i muri».
Casanova resta dunque un esperimento riuscito?
«Non un esperimento, una realtà. È un laboratorio di innovazione. Una palestra a cielo aperto per progettisti e costruttori. In nessun altro luogo si è in grado di sperimentare soluzioni avendo a disposizione le dimensioni di Casanova».
Il quartiere può stare al sicuro, dunque...
«Sono da poco alla presidenza di Casaclima. E tante cose sono e stanno cambiando. In meglio spero. Ma metto fin d'ora la mano sul fuoco che tutti gli involucri sono pienamente in grado di far bene il loro lavoro».
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