MERANO. Dal 2013 a inizio 2015 sembrava che per il Comune di Merano e per l’amministrazione dell’ex sindaco Günther Januth non ci fosse nulla di più importante. Quasi due anni e mezzo dopo, il masterplan 2030 di Merano, approvato dalla giunta a gennaio 2015 al termine di un anno e mezzo di lavori affidati allo studio Benevolo di Brescia, non è ancora mai arrivato in consiglio comunale per l’approvazione. Dove è finito lo strumento che avrebbe dovuto disciplinare lo sviluppo urbanistico di Merano per i prossimi 15 anni?

In due anni la nuova giunta guidata dal sindaco Paul Rösch, quel documento sembra averlo preso quasi come una eredità ingombrante, importante ma in fondo uno studio fatto da altri, per il quale non bisogna tutto sommato impegnarsi più di tanto. A dire il vero non è proprio così, stando gli sviluppi degli ultimi mesi. Il masterplan Merano 2030, costato alle tasche dei cittadini quasi 80 mila euro, si trova fermo negli uffici provinciali in attesa che da Bolzano arrivi il benestare, propedeutico per l’approvazione in consiglio comunale. Ma da Bolzano il via libera non arriva da due anni sostanzialmente per un motivo fondamentale: il futuro della ferrovia nel tratto tra la stazione di Maia Bassa e quella centrale. Il masterplan prevede categoricamente che non si possano aumentare le corse del treno, la Provincia la linea Merano-Bolzano la vuole invece potenziare al punto da cercare di raddoppiare la frequenza dei treni in transito. Ma con i passaggi a livello, che tagliano Merano in due come si fa? Per cercare di risolvere questo problema il team dell’assessore alla mobilità Madeleine Rohrer sta cercando di trovare un punto di accordo con gli uffici provinciali. Delle due l’una: o si spostano i binari lungo la Mebo, facendo sì che i treni in arrivo da Bolzano entrino in stazione dallo stesso punto in cui i convogli partono verso Malles, o si realizzano dei sottopassi alla ferrovia, tali da consentire l’eliminazione dei passaggi a livello in via Manzoni e in via Bersaglio. Il secondo aspetto riguarda la stazione di Sinigo: il masterplan la prevede, la Provincia sostiene che se si riattivasse la stazione, tra fermata e scambi lungo il binario unico si andrebbero a perdere 15 minuti a corsa.

Impensabile per la ripartizione mobilità della Provincia che vuole ridurre i tempi di percorrenza del treno tra Bolzano e Merano. E il doppio binario lungo i trenta chilometri che dividono Merano dal capoluogo non sembra per ora a livello di costi proponibile. Pare che ora la linea individuata da Comune e Provincia per uscire dall’impasse sia quella di sfumare leggermente il masterplan in modo da far convivere piani di sviluppo ferroviario e urbano.