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MERANO. Dovranno pazientare ancora una settimana i pendolari della val Venosta per veder rientrare in servizio a pieno regime i treni lungo la tratta Merano-Malles. Soprattutto quei collegamenti diretti che tanto piacciono a chi la vallata la percorre per motivi di lavoro. Si concluderanno infatti a fine mese i lavori di manutenzione e controllo straordinario avviati su tutte le motrici e i vagoni del treno scattati lo scorso 24 giugno in seguito alla segnalazione del costruttore dei treni, che chiedeva un blocco e una revisione per motivi di sicurezza.
Oltre quattro mesi di servizio ridotto con i bus sostitutivi della Sad e soprattutto i pendolari costretti a fare i conti con il traffico intenso che sopporta la statale dello Stelvio e con la puntualità diventata un optional. Ad annunciare il ritorno alla normalità è Marco Stabile, responsabile della ferrovia della Venosta per conto della Sta spa, la società provinciale che gestisce le infrastrutture. «I lavori di controllo sono pressochè ultimati - spiega Stabile - e dal 3 novembre possiamo garantire la ripresa delle cinquanta corse in servizio tra Merano e Malles». A mettere in ginocchio il servizio ferroviario, che in questi anni è stato sempre più utilizzato sia dagli abitanti della Venosta che dai pendolari che ogni giorno percorrono la vallata spostandosi per lavoro, erano stati i lavori di manutenzione straordinaria e controllo dei treni. Un'operazione che aveva costretto la Sad, che gestisce la linea, a cancellare i treni diretti (quelli cadenzati ogni due ore con fermata solo nei paesi principali della valle) per lasciare solo i locali.
«Con la fine di questa settimana - aggiunge Maurizio Chachia, direttore Sad - tutti dieci i treni a disposizione di Sad saranno operativi. Restiamo comunque sempre sul chi va la perchè i treni che dovremmo avere a disposizione sarebbero dodici. Uno è stato distrutto nel tragico incidente di Laces, un secondo che era andato a fuoco è in riparazione in Svizzera e speriamo torni a breve a essere disponibile».
Nei giorni scorsi diversi erano stati i pendolari che avevano lamentato soprattutto mancanza di informazione oltre che i disservizi della linea. Dopo il ridimensionamento del servizio ferroviario il 24 giugno ai pendolari non era stata più fornita una data di ripristino del servizio allo stato originale. Per raggiungere Naturno o Silandro, un pendolare residente a Merano – ma anche chi abita in Venosta e lavora in città – se voleva raggiungere puntualmente la sede di lavoro doveva alzarsi almeno trequarti d'ora prima o fare ricorso al mezzo privato con tutte le incognite del traffico e dei costi del carburante. (rog)


