BOLZANO. «Non cambierà nulla per le feste all’aperto che fanno parte della nostra tradizione. Non ci faremo fermare dalla paura» assicuravano il prefetto Vito Cusumano, il presidente Arno Kompatscher e il sindaco Renzo Caramaschi giovedì scorso. Eppure nel giro di una settimana Playground ha dovuto cancellare il suo evento di punta con l’esibizione dell’artista Evidence in piazza Tribunale e la storica Volxsfesta organizzata ai Prati del Talvera da Radio Tandem ha rischiato di fare la stessa fine. Dopo una tradizione lunga 23 anni.

Qualcosa, invece, è cambiato e ha un nome preciso. «Si chiama necessità della sicurezza privata - spiega Lorenzo Vianini dell’organizzazione della Volxsfesta - perchè nell’incontro avuto in questura l’altra sera ci hanno chiaramente imposto la presenza di 5 addetti. Per Playground ne chiesero 15. Tutto questo ha un costo importante». Che Radio Tandem ha deciso di affrontare. «Non potevamo mettere in dubbio la festa che è parte della nostra storia, dei Prati del Talvera e anche di Bolzano. Il problema è che siamo tutti volontari e nessuno viene pagato a parte i gruppi ed i tecnici. La sicurezza privata ci costa 1.500 euro ed è una spesa comparsa all’improvviso a due giorni dall’evento che partirà domani. Metteremo noi quei soldi ma già adesso non si guadagna praticamente nulla dalla festa: così sarà ancora più difficile. Ci prenderemo un rischio perchè se dovesse piovere la security dobbiamo pagarla lo stesso. È un peccato perchè sono soldi per l’attività della radio, non di privati». Rimane in sospeso, poi, un quesito: i vigilantes servono davvero ad un evento tradizionalmente pacifico come Volxsfesta? «Bella domanda. Soprattutto considerando che siamo in una realtà con 60 volontari che aiutano in ogni angolo della festa e che da sempre tengono anche sotto controllo l’ordine pubblico pronti a chiamare le forze dell’ordine in caso di bisogno. Esattamente quello che possono fare gli addetti alla sicurezza che non hanno l’autorizzazione per perquisire nemmeno la tasca di una giacca. Possono solo guardare. Piazzale Langer, inoltre, è tutto aperto e le vie di fuga sono amplissime. Non c’è alcun rischio che si ripeta, per esempio, una situazione come quella di Torino. Le regole di sicurezza c’erano già e da anni abbiamo bandito il vetro ed eliminato i piatti di ceramica. Davvero è necessaria questa stretta?».