MERANO. La situazione è tornata alla normalità già nella mattinata. Dopo il pranzo, ieri, tutti gli ospiti della casa di riposo sono rientrati nelle loro stanze. Ma per gli anziani del St.Sisinius di Lasa quella appena trascorsa non era stata una notte come un'altra: un incendio aveva scarmigliato il sonno provocando l'evacuazione di quasi tutto il secondo e ultimo piano dell'edificio. Ventidue persone sulle cinquanta ospitate nella palazzina sono state portate nella sala da pranzo convertita in quattro e quattr'otto in dormitorio. Qualcuno è stato assistito con l'ossigeno, ordinaria amministrazione in casi del genere, ma nessuno è rimasto ferito né intossicato.

Incastonata fra Comune, chiesa e scuole, la casa di riposo ieri mattina già sonnecchiava nella sua routine. Nessun indizio, fatta eccezione per la camera che l'avrebbe originato, del trambusto di qualche ora prima quando, alle 22.40, è scattato l'allarme antincendio. Il piano di emergenza attivato dalle due assistenti del turno di notte ha portato sul posto i vigili del fuoco, la Croce bianca, il medico d’urgenza e le forze dell’ordine, ma anche tanti collaboratori della struttura richiamati dalle sirene. Le fiamme si sono sprigionate in una stanza del secondo livello, occupata da una donna, per cause ancora da accertare, al vaglio dei carabinieri della compagnia di Silandro.

Prima che il rogo potesse propagarsi in altri locali, l'intervento dei pompieri muniti di respiratori ha soffocato l'incendio. Nel frattempo, mentre il fumo minacciava il resto del piano, gli anziani delle camere adiacenti venivano trasferiti, quasi tutti rimanendo sdraiati nel loro letto, al pianterreno dove era stato predisposto lo spazio per accoglierli. In tutto, circa un’ora di intervento. «Le operazioni – spiega Sibille Tschenett, direttrice della struttura subito accorsa sul posto nella notte – si sono svolte, per quanto possibile viste le circostanze, senza affanni grazie all’estrema competenza. Per mantenere il clima sereno si sono precipitati alla casa di riposo più collaboratori, segno che qui siamo davvero una grande famiglia. È stato un esempio di estrema professionalità e dedizione. Gli ospiti non hanno riportato alcuna conseguenza, anzi i più hanno ripreso a dormire serenamente anche nella precarietà della situazione».

In tarda mattinata, arieggiati i locali e svolte le pulizie, le camere evacuate sono tornate a disposizione. Tranne ovviamente quella aggredita dalle fiamme, andata distrutta. Una “macchia” in una struttura piuttosto recente, «inaugurata nel 2008 - aggiunge Tschenett - e dove lavora una cinquantina di persone. Camera incendiata a parte, tutto il resto della struttura è agibile».

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