BOLZANO. Lo scheletro di uno sgabello, tavolini piegati e con gli angoli sciolti dal calore, le impronte di scarponi sul pavimento ricoperto di fuliggine: quello che rimane del «New Pub», uno dei locali storici di Bolzano, che aprì i battenti ben 32 anni fa, è ricoperto da cenere. Il bar di corso Libertà, che guarda su piazza Mazzini, è stato completamente sventrato da tre esplosioni. Al resto ci hanno pensato le fiamme, che hanno divorato tutto quello che hanno trovato sul proprio cammino. Sulle cause del maxi-rogo sono ancora in corso indagini da parte degli esperti dei vigili del fuoco e della polizia. Al momento, secondo gli inquirenti, l’ipotesi più probabile è una fuga di gas. Ma non si vuole escludere nulla. Per questo motivo gli agenti della Squadra Mobile visioneranno la registrazione della telecamera di sicurezza della Banca Popolare, sull’altro lato della strada.

L’allarme Sono le 4.02. Arriva la chiamata di una donna: «Venite subito. Sono al quarto piano. Il balcone è circondato dalle fiamme. Venite subito. Per favore». Alle 4.05 i vigili del fuoco del corpo permanente di Bolzano, venti uomini in tutto, sono sul posto. Eppure non c’è più niente da fare. Le fiamme, alte anche quindici metri, raggiungono il quinto piano dell’edificio di proprietà della famiglia Tosolini. Del bar non è rimasto più nulla. Si vedono solo fiamme e fumo nero. La temperatura sale sempre di più. Iniziano a staccarsi pezzi di marmo dalla facciata. Gli agenti della Squadra Volante, coordinati da Sarah Gambardella, chiudono via Manci. Arrivano sul posto anche i carabinieri, che deviano il traffico. Il 118 inizia a ricevere altre chiamate. Al quinto piano una donna, che vive con gli anziani genitori, si è chiusa in casa: «Fanno fatica a camminare - spiega la donna -. I soccorritori mi hanno detto di chiudere tutte le finestre e di aspettare. Dopo pochi istanti sono venuti a prenderci». Sul suo balcone le punte delle piante sono bruciate. Una donna di 99 anni e un uomo di 100 anni, entrambi in sedia a rotelle, vengono portati fuori dai soccorritori. L’edifico è in cemento armato. Resiste. Protegge le vite al suo interno. Ma le fiamme sono alte. Tutti hanno paura. Si rifugiano sul prato di piazza Mazzini. Sono in pigiama. Vengono portate coperte. Bottigliette dell’acqua. Alle 7 tutti sono rientrati. L’intervento si concluderà solo alle 8.

L’indagine «Dai primi accertamenti, sembrerebbe una fuga di gas», spiega l’ufficiale dei vigili del fuoco. Probabilmente a fare scoppiare il devastante incendio è stata la scintilla di un frigorifero. Gli abitanti della zona hanno sentito tre esplosioni: «Le fiamme hanno surriscaldato le bombole del gas in cucina, facendole esplodere», proseguono i tecnici. Ma c’è chi dice di aver sentito urla poco prima dello scoppio del rogo. C’è persino chi dice di aver visto una molotov. Gli agenti della Squadra Mobile hanno raccolto le testimonianze dei residenti della zona. Nei prossimi giorni verranno visionate le registrazioni fatte dalle telecamere di sicurezza della Banca Popolare, che si trova di fronte al «New Pub». Il gestore del locale, Salvo Faija, vive al quarto piano dell’edificio ma è fuori città. In casa c’è la moglie, che scende ma non può più fare nulla. «Ho chiuso io il locale - dice la donna -. Era tutto a posto all’una».

Le testimonianze «Io abito dall’altra parte della strada - racconta un giovane -. Ho iniziato a sentire odore di fumo in camera. Ho guardato fuori: le fiamme erano altissime. Si sentiva lo scricchiolio delle finestre, che stavano scoppiando a causa del calore». La notizia si sparge subito in città. Sin dalle prime ore del mattino e fino a sera arrivano persone da ogni angolo di Bolzano. Una sorta di pellegrinaggio per dire addio al «loro» locale, che li ha ospitati negli ultimi 32 anni. Un ragazzo ricorda tutte le volte che ci si era rifugiato subito dopo la scuola. Un altro, le serate con gli amici. Ricordi ora ridotti in cenere.

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