BOLZANO. Il Klosterstadel, fienile del monastero benedettino di Muri-Gries di via Fago posto sotto tutela nel 2022 e quindi protetto come "monumento storico", sta diventando una linea Maginot. Tra due contendenti impegnati in un lungo confronto di posizione. Certo, la struttura in questi anni ne ha viste tante: prima, pensato dai proprietari - i benedettini - come oggetto di possibile riconversione immobiliare, leggasi appartamenti; poi, invece, dopo aver concesso la licenza edilizia, visto dal Comune quale nuovo centro culturale del rione; infine posto sotto tutela come bene storico dalla Sovrintendenza, il cui parere è stato sottoscritto dalla Provincia.

Ma si sono fatti i conti senza l'oste. E l'oste, metafora adeguata anche rispetto ai magnifici vigneti del convento, sono i frati. Il quale, stretto da una tutela architettonica che impedisce ogni intervento di riconversione invasiva, ha fatto ricorso al Tar. Insomma, saranno i giudici a decidere.

Intanto però il tetto ha subìto un grave danneggiamento. Dalla strada se ne vede una ampia porzione collassata. La vertenza I benedettini guardano al fienile come un bene in grado di sostenere le finanze del complesso attraverso una operazione immobiliare che tuttavia ne prevederebbe l'abbattimento. La parte politica quale elemento paesaggistico da conservare riconvertendolo a luogo pubblico. La sentenza si prevede possa essere comunicata prima dell'autunno. Quasi domani, quindi, negli orizzonti amministrativi.

Deciderà dunque il Tar la sorte del fienile Klosterstadel? Non è detto. «Stiamo elaborando una proposta di compromesso», rivela Christian Bianchi, assessore provinciale al Patrimonio e all'Edilizia, «per evitare il giudizio e trovare una soluzione in grado di soddisfare tutte e due le parti».

Ci aveva già provato il Comune. Quando al sindaco Renzo Caramaschi venne l'idea del centro culturale nel fienile, era agli esordi l'operazione immobiliare che lo riguardava condotta dalla proprietà. Forte, tra l'altro, di una concessione edilizia dello stesso Comune. Il quale, una volta osservate le potenzialità del manufatto - che appare già nel catasto storico di Gries nel 1858 - aveva proposto al convento uno "switch": la cessione del fienile in cambio di alcuni terreni in zona viale Trieste sul quali si sarebbe potuto edificare una cubatura pari a quella ricavabile dal fienile di via Fago.

La ricerca del compromesso

Qui, la trattativa si era incagliata. Tra misurazioni catastali e difficoltà di valutazione di terreni posti in luoghi con diverse quotazioni di mercato. A forzare la situazione in senso protezionistico, era poi giunto il parere della Sovrintendenza provinciale, dopo lunghi colloqui con Curia, Idsc (l'Istituto diocesano per il sostentamento del clero) e lo stesso monastero benedettino, che possiedono congiuntamente la proprietà come Immobile srl.

Il parere è stato poi sottoscritto, come detto, nel 2022 dalla giunta provinciale, che ha a sua volta strutturato il vincolo e catalogato il fienile come monumento storico. E siamo all'oggi. Perché poco dopo la decisione politica, la proprietà ha deciso di ricorrere al Tar per tutelare, a sua volta, un bene che ritiene esserle stato sottratto con elementi che giudica, evidentemente, giuridicamente deboli.


Da qui, l'altra notizia: la giunta provinciale sta lavorando da un po' di tempo alla costruzione di una controproposta da presentare ai benedettini per evitare la prosecuzione della vertenza davanti ai giudici. «Questa proposta arriverà certamente a breve» conferma Bianchi in prima fila nel tentativo di trovare risorse da contrapporre alle richieste del convento che, legittimamente dal suo punto di vista, chiede di poter usufruire dell'immobile per il proprio sostegno finanziario. Tra poco, questa proposta sarà portata all'attenzione della proprietà del Klosterstadel. Un nuovo capitolo di una storia infinita. P.CA.