PHOTO
BOLZANO. Passata l’istruttoria pubblica ora la querelle legata al quadrante di via Alto Adige si sposterà sulla valutazione dei terreni pubblici da vendere alla Signa. Una trattativa che vedrà, chiaramente, il Comune protagonista in un momento particolarmente sensibile data la vicinanza con il periodo elettorale.
Normale, dunque, che il Movimento Cinque Stelle abbia già messo il mirino sulla questione con il consigliere comunale Alberto Filippi che una certa dimestichezza con l’argomento ce l’ha. «La Khb Srl incaricata di portare avanti il progetto Benko - scrive dopo una verifica al registro delle imprese e al tavolare condotta autonomamente - ha acquistato 227.500 azioni della Nuova Alberghi spa di Monza acquisendo il 100% della società. Nel bilancio a fine 2013 ha inserito una partecipazione del valore di 13,9 milioni pari al costo dell’hotel Alpi. I metri cubi realizzabili sono 19.000 con un costo di 735,55 euro al metro cubo». Questa la prima cifra di riferimento, dunque, che cozza con quanto avrebbe speso Signa per l’acquisto di due porzioni materiali in via Perathoner. «Per una superficie complessiva di 150 metri quadri, equivalenti a 500 metri cubi, sono stati pagati 3,6 milioni ovvero una valutazione stratosferica di addirittura 7.200 euro a metro cubo».
A questo punto Filippi proietta i due dati sulla vendita globale che vedrà impegnata l’amministrazione con gli uomini di Benko. «La cubatura totale della stazione delle autocorriere e di quello che c’è intorno sarebbe di circa 200.000 metri cubi. Con il prezzo pagato per le porzioni materiali di via Perathoner si arriva alla quotazione di 1 miliardo e 440 milioni di euro: non esattamente un affare per Signa. Pare, però, che informalmente il tycoon abbia offerto la cifra di 70 milioni. Praticamente meno della metà del valore dato all’hotel Alpi. Se il Comune accettasse sarebbe una svendita incomprensibile».
A questo punto, però, Filippi non avanza una propria quotazione plausibile e si limita ad aggrapparsi alla speranza che i coniugi di via Garibaldi 20, che non vogliono vendere il proprio appartamento a Signa, resistano. «Non per tutte le persona può esistere un prezzo di vendita. La loro è una battaglia onesta». (a.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA


