BOLZANO. Otto anni fa era un sospetto, oggi praticamente una certezza. La classe plurilingue, la prima sperimentale partita in Alto Adige alla scuola Manzoni, ha tagliato i traguardi che si era posta con ottimi risultati nelle certificazioni specchiate negli Invalsi. Ieri alla scuola media Foscolo la festa dei ragazzi della IIIE, continuazione di quella prima sezione a tempo pieno, che salutano il percorso linguistico per approdare alle superiori. In tasca la certificazione A2 e con ogni probabilità la B1, ma anche qualche difficoltà nel trovare la continuazione didattica di questo percorso. La delibera per l’applicazione del Clil alle superiori, infatti, è stata rinviata ancora una volta nell’ultima seduta di giunta aggravando un ritardo già colpevole. Di fatto questi ragazzi si trovano uno stop inaspettato che rischia di essere replicato anche il prossimo anno quando i giovani a uscire dalle sezioni plurilingui saranno quasi un centinaio. Un fiume destinato a ingrossarsi, considerando l’allargamento a macchia d’olio della sperimentazione nelle scuole, sospinto da quella stessa politica che oggi tracheggia. “Questa è una classe del tutto normale – spiega la dirigente dell’Istituto Comprensivo Bolzano VI Mirca Passarella – che ha raggiunto obiettivi straordinari. Abbiamo aperto una strada che non permette di tornare indietro”. La sezione, a tempo pieno, partì con un nutrito gruppo di bambini di famiglia italiana attirando l’attenzione mediatica e spalancando le porte della scuola italiana a mistilingui e bimbi tedeschi decisamente in crescita nelle iscrizioni degli anni successivi. I dati Invalsi della classe, in ogni caso, segnano un punteggio generale di 72,2, ampiamente sopra la media italiana ferma al 67,3. Balza all’occhio il 55,1 centrato in matematica, materia insegnata con il metodo Clil e considerata a rischio confusione, superiore alla media della scuola Foscolo (52,5), degli istituti di Bolzano (49,7), Nord-Est (53,3) e Italia (49,5). “Abbiamo dimostrato che molte delle perplessità avanzate non avevano motivo di esistere. Il prossimo anno abbiamo intenzione di portare le classi terze alla prova della certificazione B2 ovvero il patentino B” chiude Passarella. Una facile proiezione lascia intendere un possibile patentino A con il diploma, a patto di continuare. Ora, infatti, bisogna pensare al futuro e 18 ragazzi seguiranno un percorso liceale contro 7 che hanno scelto gli istituti tecnici. Da annotare anche i 7 che hanno optato per il liceo linguistico alla evidente ricerca di un cammino didattico analogo. “E’ un peccato – ammette la referente scientifica Stefania Cavagnoli – che si investa tanto nel metodo fino al termine delle medie, che si accetti il Clil in V superiore come previsto dalle modifiche firmate Gelmini, che si perfezioni un’università trilingue e poi si lasci un buco tra la prima e la quarta superiore”. I risultati e i ragazzi, insomma, arrivano puntuali in buca: premiarli con una delibera forse era doveroso.
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