PHOTO
LACES. Il pellegrinaggio c'è stato. Davanti alla stele commemorativa sono arrivati quasi tutti i congiunti delle 9 vittime della tragedia del treno. A due anni di distanza il dolore non si è certo attenuato. Sono arrivati alla spicciolata. Non hanno voluto mancare per ricordare le nove vittime di quel maledetto treno.
I primi erano davanti alla stele di marmo di Lasa proprio alle 9.02. Lo stesso orario in cui la frana, cadendo da quel pendio, si era abbattuta sulla carrozza. Chi ha portato una candela, chi un mazzo di fiori. Poi si sono fermati davanti alla ruota stilizzata di un treno in cui sono stati incisi i nomi dei morti. Alle 9.02 è transitato il treno. Il macchinista ha voluto ricordare la tragedia ed ha azionato, per un istante, la sirena. Lo stesso hanno fatto quasi tutti i macchinisti dei treni successivi.
Un modo come un altro per ricordare le 9 vittime fra le quali c'era anche un loro collega, Julian Hartmann. I congiunti non si possono dimenticare, soprattutto se strappati all'affetto dei loro cari in maniera così atroce. La Provincia, la Sta e la Sad non hanno organizzato nulla. Non è stata depositata, ai piedi della stele, neanche una corona. L'assessore ai trasporti Thomas Widmann ha invitato la popolazione altoatesina ad un momento di raccoglimento in memoria delle vittime dell'incidente per mostrare vicinanza ai loro familiari. Troppo poco per ricordare la tragedia e per esprimere il cordoglio ai congiunti che l'anno scorso avevano apprezzato la cerimonia religiosa durante la quale era stata inaugurata la stele ai bordi della ciclabile proprio di fronte al pendio da cui si era staccata la frana che aveva provocato i 9 morti e ben 28 feriti. Ieri mattina dunque il mesto pellegrinaggio.
Verso le 10 - quando ai piedi della statua c'erano già nove candele ed un mazzo di fiori - è arrivato anche Paul Ganterer. Era a piedi, in mano aveva un mazzo di fiori di campo. S'è fermato un attimo a pregare, poi ha accesso tutti i lumini che si erano spenti a causa della leggera brezza. «Due anni fa - ha ricordato Ganterer - ero a bordo del treno diretto verso Malles che era transitato un paio di minuti prima della tragedia. Appena arrivato a Silandro, dove lavoravo, ho saputo subito di quanto era accaduto. Mi sembra doveroso venire qui per ricordare le vittime ed i feriti di quella terribile strage».
Ganterer si incammina verso Laces. In direzione opposta, sempre a piedi, arrivano altri tre congiunti. Sistemano, ai piedi della stele, un mazzo di tulipani di colore bianco. Una donna si allontana di qualche passo e torna dopo pochi minuti: ha raccolto delle erbe di campo che poi pone, fra un tulipano e l'altro, in modo che l'omaggio floreale sia più consistente. I tre si fermano a pregare. Poi alzano gli occhi e guardano verso il pendio da cui si era staccata la frana assaassina. Hanno le lacrime agli occhi.
Non vogliono dire chi è il loro congiunto morto sul treno. L'uomo però continua ad accarezzare la ruota stilizzata del treno e tocca, più volte, il nome di Elisabeth Peer. Poi se ne vanno verso Laces. Si fermano due turisti che stanno percorrendo la ciclabile. Dicono una preghiera e poi si rimettono a pedalare. Il pellegrinaggio continua per tutta la giornata. I fiori e le candele, alla fine del giorno, sono moltissimi. Ieri sera, nelle varie località venostane dove le 9 vittime risiedevano, le varie messe in suffragio dei morti. A Merano, nella chiesa di Santa Maria Assunta, è stato celebrato il rito in ricordo di Julian Hartmann, il macchinista di quel tragico treno.
I primi erano davanti alla stele di marmo di Lasa proprio alle 9.02. Lo stesso orario in cui la frana, cadendo da quel pendio, si era abbattuta sulla carrozza. Chi ha portato una candela, chi un mazzo di fiori. Poi si sono fermati davanti alla ruota stilizzata di un treno in cui sono stati incisi i nomi dei morti. Alle 9.02 è transitato il treno. Il macchinista ha voluto ricordare la tragedia ed ha azionato, per un istante, la sirena. Lo stesso hanno fatto quasi tutti i macchinisti dei treni successivi.
Un modo come un altro per ricordare le 9 vittime fra le quali c'era anche un loro collega, Julian Hartmann. I congiunti non si possono dimenticare, soprattutto se strappati all'affetto dei loro cari in maniera così atroce. La Provincia, la Sta e la Sad non hanno organizzato nulla. Non è stata depositata, ai piedi della stele, neanche una corona. L'assessore ai trasporti Thomas Widmann ha invitato la popolazione altoatesina ad un momento di raccoglimento in memoria delle vittime dell'incidente per mostrare vicinanza ai loro familiari. Troppo poco per ricordare la tragedia e per esprimere il cordoglio ai congiunti che l'anno scorso avevano apprezzato la cerimonia religiosa durante la quale era stata inaugurata la stele ai bordi della ciclabile proprio di fronte al pendio da cui si era staccata la frana che aveva provocato i 9 morti e ben 28 feriti. Ieri mattina dunque il mesto pellegrinaggio.
Verso le 10 - quando ai piedi della statua c'erano già nove candele ed un mazzo di fiori - è arrivato anche Paul Ganterer. Era a piedi, in mano aveva un mazzo di fiori di campo. S'è fermato un attimo a pregare, poi ha accesso tutti i lumini che si erano spenti a causa della leggera brezza. «Due anni fa - ha ricordato Ganterer - ero a bordo del treno diretto verso Malles che era transitato un paio di minuti prima della tragedia. Appena arrivato a Silandro, dove lavoravo, ho saputo subito di quanto era accaduto. Mi sembra doveroso venire qui per ricordare le vittime ed i feriti di quella terribile strage».
Ganterer si incammina verso Laces. In direzione opposta, sempre a piedi, arrivano altri tre congiunti. Sistemano, ai piedi della stele, un mazzo di tulipani di colore bianco. Una donna si allontana di qualche passo e torna dopo pochi minuti: ha raccolto delle erbe di campo che poi pone, fra un tulipano e l'altro, in modo che l'omaggio floreale sia più consistente. I tre si fermano a pregare. Poi alzano gli occhi e guardano verso il pendio da cui si era staccata la frana assaassina. Hanno le lacrime agli occhi.
Non vogliono dire chi è il loro congiunto morto sul treno. L'uomo però continua ad accarezzare la ruota stilizzata del treno e tocca, più volte, il nome di Elisabeth Peer. Poi se ne vanno verso Laces. Si fermano due turisti che stanno percorrendo la ciclabile. Dicono una preghiera e poi si rimettono a pedalare. Il pellegrinaggio continua per tutta la giornata. I fiori e le candele, alla fine del giorno, sono moltissimi. Ieri sera, nelle varie località venostane dove le 9 vittime risiedevano, le varie messe in suffragio dei morti. A Merano, nella chiesa di Santa Maria Assunta, è stato celebrato il rito in ricordo di Julian Hartmann, il macchinista di quel tragico treno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


