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BOLZANO. Fiori, peluche e lumini sul marciapiede davanti al WaltherPark, nel luogo dove ieri ha perso la vita la piccola Jamila, la bambina di appena tre anni investita da un furgone. La tragedia ha profondamente scosso Bolzano e, in particolare, la comunità bengalese del capoluogo, che in queste ore si stringe attorno alla famiglia.
Già ieri il sindaco Claudio Corrarati aveva espresso il cordoglio della città: «È una tragedia che ci lascia increduli e senza parole. Di fronte alla morte di una bambina così piccola, ogni parola sembra insufficiente». Dall'inizio dell'anno sono quattro i pedoni e ciclisti morti sulle strade di Bolzano.
Intanto proseguono gli accertamenti della polizia municipale per ricostruire con precisione la dinamica. La bambina si trovava con la madre alla fermata dell'autobus quando, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe allontanata per pochi istanti. Nello stesso momento dalla zona pedonale stava uscendo un furgone dopo aver effettuato una consegna.
La famiglia di Jamila, intanto, s’è affidata all’avvocata Alessandra Bacci.
Il mezzo è stato posto sotto sequestro, mentre il conducente, un bolzanino di 43 anni, è stato indagato per omicidio stradale, atto previsto nell'ambito degli accertamenti sul tragico investimento. Saranno ora le indagini a chiarire l'esatta sequenza dei fatti.


