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BOLZANO. Bufera giudiziaria sul circolo La Comune. Una vicenda di presunte firme e documenti falsificati è sfociata in denunce multiple verso il noto circolo culturale fondato e gestito da Sandro Forcato con la moglie Pina Zampieri. Qualcuno all'interno della «Comune» avrebbe falsificato documenti di Provincia e Comune, comprese firme di dirigenti e assessori, per ottenere finanziamenti bancari.
LA REPLICA "Quarant'anni al servizio della cultura"
In sintesi: con quelle carte in mano, che garantivano i prossimi finanziamenti degli enti pubblici alle iniziative del circolo (impegnato con teatro, cinema e teatro nelle scuole), sarebbe stato possibile richiedere un prefinanziamento bancario. La cifra «garantita» con le presunte falsificazioni supera i 100 mila euro e copre di fatto i contributi pubblici annuali ricevuti dalla Comune. Il primo campanello di allarme è stato lanciato proprio dalla banca.
In procura sono state depositate più denunce di Comune e Provincia, pare anche da parte dell'istituto di credito. L'inchiesta è partita: la guardia di finanza si è già recata in diversi uffici pubblici per acquisire documenti.
Contattato ieri sera, Sandro Forcato ha dichiarato: «Non so assolutamente nulla. Non sono stato contattato da forze dell'ordine o dalla magistratura».
A indagini aperte vale la presunzione di innocenza, ma una prima ripercussione sull'attività della Comune c'è già: i rapporti pubblici con il circolo sono stati congelati. La prossima stagione teatrale è nel limbo. Di certo sono sospesi i finanziamenti di Comune e Provincia.
Da quello che sta emergendo, il finanziamento bancario sarebbe stato chiesto portando come garanzia, è prassi in questo settore, impegni presi da Comune e Provincia verso la Comune. Solo che questa volta quelle carte sarebbero state false. Insomma, è probabile se non certo che Comune e Provincia avrebbero deliberato come al solito gli impegni di spesa, ma c'era forse un'urgenza di liquidità e le carte sarebbero state contraffatte per accelerare il finanziamento. In tutto decine di migliaia di euro di contributi sarebbero stati certificati con false deliberazioni. Le denunce si baserebbero pure sull'utilizzo di timbri, carta intestata, firme falsificate, tra cui quella della dirigente della ripartizione cultura del Comune Anna Vittorio e dell'assessore provinciale Tommasini.
Questa vicenda è stata vissuta malissimo negli assessorati: la Comune e Sandro Forcato vantano una collaborazione di lunghissima data. Tra gli episodi di questa vicenda così pesante, anche l'arrivo in un ufficio di un fax spedito erroneamente a quel numero. I primi sospetti sulle firme erano nati così.
LA REPLICA "Quarant'anni al servizio della cultura"
In sintesi: con quelle carte in mano, che garantivano i prossimi finanziamenti degli enti pubblici alle iniziative del circolo (impegnato con teatro, cinema e teatro nelle scuole), sarebbe stato possibile richiedere un prefinanziamento bancario. La cifra «garantita» con le presunte falsificazioni supera i 100 mila euro e copre di fatto i contributi pubblici annuali ricevuti dalla Comune. Il primo campanello di allarme è stato lanciato proprio dalla banca.
In procura sono state depositate più denunce di Comune e Provincia, pare anche da parte dell'istituto di credito. L'inchiesta è partita: la guardia di finanza si è già recata in diversi uffici pubblici per acquisire documenti.
Contattato ieri sera, Sandro Forcato ha dichiarato: «Non so assolutamente nulla. Non sono stato contattato da forze dell'ordine o dalla magistratura».
A indagini aperte vale la presunzione di innocenza, ma una prima ripercussione sull'attività della Comune c'è già: i rapporti pubblici con il circolo sono stati congelati. La prossima stagione teatrale è nel limbo. Di certo sono sospesi i finanziamenti di Comune e Provincia.
Da quello che sta emergendo, il finanziamento bancario sarebbe stato chiesto portando come garanzia, è prassi in questo settore, impegni presi da Comune e Provincia verso la Comune. Solo che questa volta quelle carte sarebbero state false. Insomma, è probabile se non certo che Comune e Provincia avrebbero deliberato come al solito gli impegni di spesa, ma c'era forse un'urgenza di liquidità e le carte sarebbero state contraffatte per accelerare il finanziamento. In tutto decine di migliaia di euro di contributi sarebbero stati certificati con false deliberazioni. Le denunce si baserebbero pure sull'utilizzo di timbri, carta intestata, firme falsificate, tra cui quella della dirigente della ripartizione cultura del Comune Anna Vittorio e dell'assessore provinciale Tommasini.
Questa vicenda è stata vissuta malissimo negli assessorati: la Comune e Sandro Forcato vantano una collaborazione di lunghissima data. Tra gli episodi di questa vicenda così pesante, anche l'arrivo in un ufficio di un fax spedito erroneamente a quel numero. I primi sospetti sulle firme erano nati così.
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