BOLZANO. Nel 2018 aiutò Bismarck Sawyerr e Rechlove Tonto, originari del Ghana, ad organizzare le nozze. I neo sposi insistettero per avere la foto con lui e la sua famiglia, superando per il tempo di uno scatto la riservatezza che tanto lo caratterizzava. Fra qualche giorno avrebbe fatto da padrino al battesimo del loro bimbo, lì nella parrocchia Madre Teresa di Calcutta a Firmian che ha contribuito a fondare. Non potrà esserci Nicola Gottardo, 59 anni, ingegnere informatico (alla Technofase) e sacrestano, morto domenica in un tragico incidente sulle cascate di Barbiano.

Un attimo che ha spento un faro per la comunità, ecclesiastica e non, del Firmian e di tutta Bolzano. Ieri si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio tra i fedeli, i volontari della distribuzione pasti Santa Chiara di Caritas, l'orchestra Haydn, in cui la moglie Maria suona. Nella parrocchia di Firmian don Gigi Carfagnini faticava ieri a trattenere le lacrime. «Nicola è stato un punto di riferimento fondamentale per noi. Pilastro della sacrestia, sempre un passo indietro per fare posto agli altri». Ora c'è un testimone importante da portare avanti. «Dobbiamo riprenderci dallo shock - sospira il parroco - In una comunità cristiana si vivono tanti momenti. Con Nicola e la sua famiglia abbiamo alle spalle tanti giorni gioiosi insieme. Da oggi ci uniremo nel dolore e nel ricordo».

Sacrestano
Originario di Pianiga, nel veneziano, dove ancora vivono i suoi genitori, da anni Gottardo e la moglie Maria avevano piantato radici qui.

«Quando nacquero i figli, lavorò part time per stare con loro - prosegue il parroco - Quando sono arrivato in questa parrocchia, nel 2012, Nicola faceva già parte di un gruppo di persone che stavano dando forma alla comunità. Negli anni è cresciuta grazie alla forza di volontà di chi, come lui, viveva l'impegno in spirito di fraternità». Un impegno che si traduceva in gesti concreti: la realizzazione delle corone dell'Avvento per raccogliere fondi da mandare in beneficenza, il presepe che lui stesso ha intagliato nel legno, la pulizia della chiesa, le cene di comunità. «Il "porta cielo" che c'è in chiesa l'ha fatto lui, con il legno. C'era bisogno di sporcarsi le mani? Nicola era lì. Nel suo silenzio e nella sua modestia, ma presente.

Ogni riunione organizzativa diventava un pretesto per stare insieme. Ricordo un Ferragosto riuniti nel loro giardino a ridere tra noi rimasti a Bolzano in quei giorni di afa - sospira - In questi anni ho visto la piccola comunità religiosa del Firmian diventare grande, coinvolgere tanti giovani. Nicola ci mancherà per il suo stile e la sua accoglienza: ospitava i ragazzi di Intercultura, con gli altri sacrestani accoglieva i vescovi in viaggio, le persone in difficoltà tra le tavolate della Caritas».
 

Volontario
Gottardo iniziò ad aiutare nella distribuzione pasti della Caritas con i volontari di Don Bosco. «A Madre Teresa ancora non esisteva un gruppo - spiega Senio Visentin, responsabile del servizio Santa Chiara - Un giorno mi chiese se poteva coinvolgere il gruppo del Firmian. Iniziarono a coprire un turno al mese, poi due, tre, quattro. Sapeva che servivano volontari e mi venne a chiedere, con la sua solita discrezione, se poteva coinvolgere i ragazzi del catechismo e del gruppo giovani di Madre Teresa. Dal nulla riuscì a creare un solido gruppo di volontari, rendendo migliore un servizio che ogni giorno, 365 giorni l'anno, dà da mangiare alle persone in difficoltà. Gli altri volontari riconoscevano in lui una persona portata a fare del bene senza cercare nulla in cambio - prosegue Visentin - Nicola voleva rimanere dietro le quinte, ma era il motore di una comunità intera, che oggi lo piange». I funerali si terranno probabilmente venerdì nella chiesa di San Martino a Pianiga.