BOLZANO. I Comuni detective degli evasori fiscali potranno incassare per tre anni il 100% della cifra recuperata. Poi passeranno al 50%. Questo grazie al governo Monti. Cifre che farebbero gola a qualunque bilancio. Il Comune di Bolzano si è attivato ed è favorevole ad utilizzare questa possibilità di legge. Il Consorzio dei Comuni ha in programma un incontro con la Provincia sul patto di stabilità, per discutere anche della caccia aglia evasori. Ma a quanto pare è Palazzo Widmann a frenare. Non è neppure iniziata la trattativa tra Provincia e Agenzia delle entrate per firmare l'accordo sugli accertamenti. In altre Regioni è una prassi avviata da anni. La novità è che il governo Monti ha reso ancora più appetibile il premio per i Comuni. La scorsa settimana è stato firmato a Roma il protocollo tra governo, Comuni e Agenzia entrate. Grazie alle loro banche dati, i Comuni si impegnano a segnalare i casi sospetti di evasione. Possono incrociare le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti con i dati dell'Ici-Imu, dei contratti di affitto, delle compravendite immobiliari, dei dati catastali, delle utenze domestiche, delle licenze per l'esercizio delle attività commerciali e verificare anomalie e discrepanze da segnalare all'Agenzia delle entrate. Una attività che viene incentivata con un premio altissimo: il 100% del recuperato e poi il 50%, mentre in passato arrivava ai Comuni il 30%, poi aumentato al 50%. La Provincia di Trento si sta muovendo e presto arriverà la firma con l'Agenzia delle entrate. Se in Italia l'iniziativa spetta ai Comuni, in Alto Adige e Trentino l'attività di accertamento dei Comuni sull'evasione fiscale deve passare prima da un accordo con la Provincia, titolare della finanza locale. In Comune a Bolzano sono più che favorevoli a iniziare questa attività, tanto che il personale della ripartizione Finanze un paio di settimane fa ha frequentato un corso di aggiornamento. In Comune sono abituati all'attività ispettiva, effettuata finora sui tributi comunali. Nel 2010 è stato incassato un milione di evasione di Ici e altro. Non possono però muoversi i tecnici comunali sull'evasione dei tributi erariali, se non c'è la garanzia che il denaro recuperato arrivi alle casse del Comune, come previsto dall'accordo nazionale. La giunta comunale si è impegnata, recependo un ordine del giorno presentato in consiglio comunale da Guido Margheri (Sel). Che a livello provinciale il discorso sia ancora in fase di stallo lo conferma il presidente del Consorzio dei Comuni Arno Kompatscher: «La settimana prossima avrò un incontro con la Provincia sul patto di stabilità. Proprio in quella sede avevo intenzione di porre il tema di questi possibili accordi». «L'evasione è un reato. Dobbiamo tuttavia capire come gestire l'attività ispettiva dei Comuni, perché non può alimentare situazioni esasperate, come cittadini che si denunciano a vicenda, magari per ripicca», ancora Kompatscher. Ai Comuni sono assegnati cinque ambiti di intervento per le verifiche incrociate: commercio e professioni, urbanistica (lottizzazioni in assenza di adeguati redditi dichiarati), patrimonio immobiliare (beni non dichiarati), residenze fiscali all'estero (ma figli iscritti in scuole locali), disponibilità di beni indicanti capacità contributiva (auto di lusso, particolari attività lavorative, spese elevate per ristrutturazioni edilizie).