PHOTO
BOLZANO. Contestata dai 1.200 sottoscrittori di una petizione online, dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle e da un gruppo di imprenditori, per il Comune la soluzione individuata, dopo aver esaminato diverse ipotesi, è la migliore. La nuova fermata per le linee di trasporto pubblico internazionali (Flixbus, Marino, ecc.) verrà spostata a Bolzano sud in una laterale di via Buozzi, attualmente adibita a parcheggio nelle immediate vicinanze della Fiera. Sarà realizzata a ridosso della stazione ferroviaria della Fiera collegata ad essa direttamente e con fermata dell'autobus 10AB e 18 a meno di 50 metri. Saranno costruite delle pensiline su ogni banchina, infrastrutture e servizi. L'area è di proprietà comunale ed offre anche possibilità di parcheggio auto.
La location. Tutti sono d’accordo sul fatto che l’attuale collocazione in via Mayr Nusser se è strategica in quanto a due passi dal centro; è inadeguata in quanto il complesso, davanti al quale si fermano i Flixbus (circa 60 corse al giorno, ndr), oltre al parcheggio Centro, ospita il comitato provinciale della Croce rossa, il magazzino della Protezione civile e la caserma dei vigili del fuoco volontari di Bolzano. Se c’è un’emergenza i mezzi fanno fatica ad uscire, perché davanti ci sono ogni giorno decine di passeggeri in partenza o in arrivo. Inoltre in via Mayr Nusser non c’è una pensilina, non c’è un bar, non ci sono servizi igienici.
Di fronte all’aumento esponenziale di giovani, anziani, famiglie che ormai usano i Flixbus per spostarsi è inevitabile che si debba trovare una nuova collocazione per la fermata.
Ma il trasferimento in via Buozzi è contestato sia dal gruppo consiliare Cinque Stelle che dai titolari di una ventina di aziende, la cui sede si affaccia proprio su quello che oggi è un parcheggio con un centinaio di posti e domani diventerà la fermata di tutti i bus a lunga percorrenza. Contrari anche i 1200 sottoscrittori della petizione lanciata online da Luca Micaletto.
I Cinque stelle. «Via Buozzi a Bolzano sud - ha detto ieri nel corso di una conferenza stampa Maria Teresa Fortini assieme ai consiglieri comunali Paolo Giacomoni, Pierluigi Gaianigo, al neo eletto consigliere provinciale Diego Nicolini e al consigliere di circoscrizione Angelo Rizzo - è una strada che si trova in una zona ai margini disabitati della città che costringe gli utenti di questi servizi a costi aggiuntivi di taxi, per raggiungere, a volte di notte, improbabili fermate di periferia, magari dopo essere arrivati in città con il treno o con autobus pubblici. Stiamo costruendo una moderna stazione delle autocorriere in via Renon, a poca distanza della stazione ferroviaria, è lì che dovrebbe essere naturale inserire una pensilina per i bus a lunga percorrenza che oggi sono sempre più utilizzati».
Gli imprenditori. Anche Andrea Cappello, a nome di un gruppo di una ventina di imprenditori che hanno la sede vicino alla nuova fermata del Flixbus, invita il Comune a ripensarci: «Quel parcheggio è sempre occupato dai clienti delle diverse aziende. Inoltre se quella diventerà la pensilina dei bus a lunga percorrenza, non ci sarà neppure più lo spazio per i mezzi di grandi dimensioni di fare manovra». Ai primi di novembre ci sarà una nuova seduta della commissione Mobilità, in quell’occasione il consigliere Gaianigo tornerà a chiedere al Comune un ripensamento. Che difficilmente però ci sarà: «Quella - dice l’assessora Lorenzini - è l’unica soluzione possibile. Nella nuova autostazione non c’è spazio».
La location. Tutti sono d’accordo sul fatto che l’attuale collocazione in via Mayr Nusser se è strategica in quanto a due passi dal centro; è inadeguata in quanto il complesso, davanti al quale si fermano i Flixbus (circa 60 corse al giorno, ndr), oltre al parcheggio Centro, ospita il comitato provinciale della Croce rossa, il magazzino della Protezione civile e la caserma dei vigili del fuoco volontari di Bolzano. Se c’è un’emergenza i mezzi fanno fatica ad uscire, perché davanti ci sono ogni giorno decine di passeggeri in partenza o in arrivo. Inoltre in via Mayr Nusser non c’è una pensilina, non c’è un bar, non ci sono servizi igienici.
Di fronte all’aumento esponenziale di giovani, anziani, famiglie che ormai usano i Flixbus per spostarsi è inevitabile che si debba trovare una nuova collocazione per la fermata.
Ma il trasferimento in via Buozzi è contestato sia dal gruppo consiliare Cinque Stelle che dai titolari di una ventina di aziende, la cui sede si affaccia proprio su quello che oggi è un parcheggio con un centinaio di posti e domani diventerà la fermata di tutti i bus a lunga percorrenza. Contrari anche i 1200 sottoscrittori della petizione lanciata online da Luca Micaletto.
I Cinque stelle. «Via Buozzi a Bolzano sud - ha detto ieri nel corso di una conferenza stampa Maria Teresa Fortini assieme ai consiglieri comunali Paolo Giacomoni, Pierluigi Gaianigo, al neo eletto consigliere provinciale Diego Nicolini e al consigliere di circoscrizione Angelo Rizzo - è una strada che si trova in una zona ai margini disabitati della città che costringe gli utenti di questi servizi a costi aggiuntivi di taxi, per raggiungere, a volte di notte, improbabili fermate di periferia, magari dopo essere arrivati in città con il treno o con autobus pubblici. Stiamo costruendo una moderna stazione delle autocorriere in via Renon, a poca distanza della stazione ferroviaria, è lì che dovrebbe essere naturale inserire una pensilina per i bus a lunga percorrenza che oggi sono sempre più utilizzati».
Gli imprenditori. Anche Andrea Cappello, a nome di un gruppo di una ventina di imprenditori che hanno la sede vicino alla nuova fermata del Flixbus, invita il Comune a ripensarci: «Quel parcheggio è sempre occupato dai clienti delle diverse aziende. Inoltre se quella diventerà la pensilina dei bus a lunga percorrenza, non ci sarà neppure più lo spazio per i mezzi di grandi dimensioni di fare manovra». Ai primi di novembre ci sarà una nuova seduta della commissione Mobilità, in quell’occasione il consigliere Gaianigo tornerà a chiedere al Comune un ripensamento. Che difficilmente però ci sarà: «Quella - dice l’assessora Lorenzini - è l’unica soluzione possibile. Nella nuova autostazione non c’è spazio».


