BOLZANO. Manfred Schweigkofler non è più il direttore della Fondazione Teatro di Bolzano. Lascia dopo 12 anni ricchi di successi; dall'apprezzamento del Ministero che nel 2007 aveva attribuito al Comune di Bolzano il titolo di «teatro di tradizione», lodandone il coraggio e la visione europea della direzione, fino a quando nel 2010 è arrivato il prestigioso premio «Abbiati» della critica italiana.

Schweigkofler non ha accettato le condizioni dettate dal cda per il rinnovo del suo contratto, in cui era prevista una consistenze riduzione di stipendio (si passava dai 198 mila euro lordi all'anno ai 120 mila, 4000 euro netti al mese per una durata dell’accordo di 18 mesi) e un limite sulle coproduzioni stabilito in massimo due regie esterne. Ieri il cda della Fondazione si è riunito e all'unanimità ha accettato il rifiuto di Schweigkofler alla nuova direzione, abbandonando qualsiasi soluzione di un eventuale compromesso.

L’ormai «ex» direttore, infatti, ha mandato al cda una lettera firmata dal suo avvocato nella quale non solo rifiuta la nuova proposta della Fondazione ma minaccia anche una possibile causa di lavoro. Secondo Schweigkofler, infatti, la sua prestazione professionale dovrebbe valere per la Fondazione «a tempo indeterminato», vista la sua permanenza come dirigente da almeno cinque anni. Ipotesi giudicata un vero azzardo dal cda che, tenendo conto anche delle parole poco tenere verso la Fondazione che Schweigkofler ha affidato a un’intervista pubblicata sulla stampa tedesca, ha così deciso di prendere una dura posizione nei confronti dell’«ex» direttore.

«La firma sul contratto non è arrivata e il rapporto con Schweigkofler, quindi, si ritiene concluso», si è limitato a dire il vicesindaco e presidente della Fondazione Klaus Ladinser. Nel pomeriggio di ieri, durante la consueta conferenza stampa che segue alla riunione di giunta, anche il sindaco Luigi Spagnolli era intervenuto sulla questione Schweigkofler: «Ritengo che tra Manfred e il cda sia nata una incomprensione dovuta alle difficoltà di relazione. Non si sono parlati e capiti abbastanza. Schweigkofler, ora, deve comprendere che ci troviamo in una situazione difficile, in una fase economica in cui essere equiparato come stipendio a quello di un dirigente provinciale è necessario. Occorre fare un passo indietro». Un richiamo che, evidentemente, è rimasto inascoltato.

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