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BOLZANO. Tutto rinviato sul Teatro comunale: il futuro della fondazione, l’eventuale conferma del direttore Manfred Schweigkofler, i progetti di fusione amministrativa con Teatro stabile e Vbb, suggerito dallo stesso Schweigkofler. Se ne discuterà in una clausura fissata per il 27 ottobre.
Si è riunito ieri il consiglio di amministrazione della Fondazione teatro comunale. Era la prima volta che il Cda, appena rinnovato, si incontrava dopo la bufera scatenata dal progetto segreto di Schweigkofler, che ha recepito l’invito del presidente provinciale Luis Durnwalder di immaginare una riorganizzazione dei tre enti ospitati nel teatro per ottenere risparmi di gestione. Il testo del direttore della fondazione, elaborato senza consultare i colleghi di Tsb e Vbb, ha provocato una reazione talmente forte nella cultura e nella politica bolzanina, che ieri mattina il neo presidente del Cda Klaus Ladinser ha aperto la seduta dichiarando che il tema non sarebbe stato toccato (è stato approvato il nuovo cartellone).
Il Cda si riunirà il 27 ottobre per discutere a fondo tutti i temi sul tappeto, a partire dalla nomina del direttore. Il contratto di Schweigkofler scadrà a fine dicembre (il compenso si aggirerebbe intorno ai 5400 euro al mese, più partecipazioni sulle sponsorizzazioni).
Parte dei componenti del Cda, trapelato il documento riservato, aveva annunciato l’intenzione di non votare la conferma dell’attuale direttore. «È saltato il rapporto di fiducia», ha dichiarato Sandro Repetto: un giudizio condiviso da altri componenti del Cda.
Ma saranno determinanti le decisioni dei soci proprietari, Provincia e Comune. Da qui la necessità di prendere tempo per un chiarimento sia sul ruolo del direttore che sulla gestione delle istituzioni culturali. A fine ottobre dovrebbe essere più chiara anche la situazione del prossimo bilancio provinciale e comunale.
Di teatro si è discusso ieri pomeriggio anche durante la riunione della maggioranza comunale. Andrà rinnovato il Cda del Tsb e il sindaco Luigi Spagnolli ha anticipato che è scontata la conferma del presidente Giovanni Salghetti.
Novità anche sulle quote rosa nel Cda di Azienda energetica. Nei prossimi giorni Spagnolli avrà un incontro con il sindaco di Merano Januth per chiudere la vicenda aperta dalla sentenza del Tar che ha sancito la necessità di rispettare le quote rosa. È probabile, ha anticipato Spagnolli, che si vada alle dimissioni di due componenti del Cda, per consentire la nomina di due donne. Infine Fondazione Castelli: anche qui Cda da rifare, con conferma di Helmuth Rizzolli. (fr.g.)
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