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BOLZANO. Non poteva concludersi in modo migliore la stagione 2011-12 della Fondazione Teatro Comunale di Bolzano. L’ultimo spettacolo in scena, l’inquietante e drammatico Dracula della compagnia portoghese Vortice Dance è stato uno dei più belli, coinvolgenti e affascinanti non solo dell’ultima stagione. Adesso, come ogni anno è tempo di bilanci.
Chiediamo al direttore artistico della Fondazione, Manfred Schweigkofler, una sua impressione a caldo sulla passata stagione. «Per me questa è stata la stagione più bella in assoluto. Abbiamo per la prima volta avuto una grandissima coerenza estetica nella lirica. I quattro titoli non erano legati soltanto da un motto comune, ma anche dal modo di affrontare le tematiche tramite regie nuove, fresche. Questo è un sogno per un sovrintendente, avere una linea chiara nella programmazione. Infatti, vediamo l’esito positivo: riusciamo sempre di più a coinvolgere un pubblico giovane, nuovo, di solito ostile all’opera lirica. Poi abbiamo ottenuto dei successi di prestigio: due dirette radiofoniche nazionali su Rai 3, molte critiche eccezionali a livello nazionale ed internazionale, cantanti bravi che si stanno affezionando a Bolzano e al modo “bolzanino” di affrontare la lirica. Va sempre bene la danza, con spettacoli esauriti e pubblico in crescita».
Secondo lei negli anni sono cambiati i gusti dei bolzanini?
«Il gusto del pubblico cambia in continuazione. Avendo sempre migliorato qualitativamente in questi ultimi anni, il pubblico è diventato piú esigente. È un pubblico cresciuto, educato, capisce molto bene la qualità che vede sul palco. Dunque ogni anno dobbiamo migliorare».
Se avesse carta bianca e tanti soldi cosa ci porterebbe?
«Aumenterei come prima cosa la quantità degli spettacoli. Bolzano dovrebbe avere almeno 6 o 7 titoli lirici l’anno. Vorrei creare un accademia di danza ed iniziare a produrre spettacoli di danza a Bolzano, perché ritengo che la danza sia proprio un’arte giusta per Bolzano, non avendo linguaggio parlato. E poi stiamo facendo molto a risparmio perché non abbiamo molti mezzi. Vale a dire, a Bolzano produciamo molto con pochi mezzi. Il che non è sempre un male, siamo diventati molto creativi. Ma ogni tanto sarebbe bello avere gli stessi mezzi che hanno altri teatri, non dovere per esempio rinunciare a cantanti che per noi ancora costano troppo, o a qualche faro di effetto che garantirebbe una resa visiva più accattivante, o qualche collaboratore in più, per non dovere ogni volta spremere i “miei”, che stanno facendo un lavoro eccezionale. Il teatro di Bolzano vive dell’impegno del team fantastico che abbiamo, compresi tutti, dalla squadra tecnica, all’amministrazione, alla vendita ticketing, alla promozione e all’area artistica».
Può anticipare qualcosa sulla prossima stagione?
«È ancora presto. Abbiamo tante idee. Cerchiamo di costruire, come quest’anno, un bel cartellone coerente».
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