BOLZANO. «Ci sono più vincitori che sconfitti»: così Andreas Schatzer ha chiesto ieri ai sindaci di dare il via libera al nuovo modello di finanziamento dei Comuni. I sindaci si sono incontrati ieri pomeriggio a Cardano per visionare tutte le tabelle del nuovo modello di ripartizione dei fondi provinciali. Non hanno votato. L’assemblea plenaria di ieri serviva a Schatzer, al presidente provinciale Arno Kompatscher e all’assessore Arnold Schuler per capire il clima tra i sindaci. Sarà lunedì il Cda del Consorzio dei Comuni, presieduto da Schatzer, a votare. I Comuni devono preparare i bilanci e solo ieri pomeriggio hanno ricevuto le tabelle con le cifre definitive, dopo gli ultimi aggiustamenti. «Ormai è tardi, c’è troppo poco tempo per discutere», si è lamentato più di un sindaco. I più inquieti sono i venostani, che perderanno finanziamenti provinciali e lunedì potrebbero votare contro. Gli ultimi ritocchi alle tabelle hanno invece portato la sorpresa di Bolzano. Il capoluogo recupera quasi totalmente i sei milioni di perdite sulla spesa corrente provocate dall’attuale modello di finanziamento. Fino ai giorni scorsi per Bolzano la prospettiva era di recuperare circa 1,5 milioni. Lo schema presentato ieri vede invece un recupero di 4,316 milioni di euro rispetto ai 6 persi. A Bolzano saranno destinati 40,058 milioni di euro per la spesa corrente sui 166 milioni di stanziamento complessivo per i Comuni. Nella tabella a fianco pubblichiamo tutte le cifre: i finanziamenti per ogni Comune e la differenza rispetto al 2014. Lo stanziamento per gli investimenti sarà invece di 140 milioni, di cui 16,8 milioni per Bolzano.

L’ultima fase della trattativa è stata seguita per Bolzano dal vice commissario Hermann Berger, che conosce la materia nelle sue pieghe più recondite. Per molti anni Berger ha lavorato sulla finanza locale come direttore generale della Provincia, a fianco di Luis Durnwalder. Ora si trova dall’altra parte del tavolo.

I 166 milioni provinciali per la spesa corrente dei Comuni previsti nel 2016 vanno confrontati con i 147 milioni del 2014 e i 165 del 2015. I Comuni avevano chiesto 4 milioni in più per compensazioni varie. La partita finisce sostanzialmente in pareggio. Ciò che è cambiato è il metodo della suddivisione e come ha detto Schuler, «se la torta è la stessa, la ripartizione inevitabilmente provocherà dello scontento». Kompatscher alle critiche ha replicato. «Questo è un sistema equo, basato su dati oggettivi». Il modello: per ogni Comune vengono calcolate le entrate (per Imi, energia e patrimonio) e le spese. La finanza provinciale compensa in parte la differenza. Ciò significa che i Comuni «ricchi» perdono finanziamenti (ad esempio i venostani delle centrali idroelettriche e i gardenesi con ricche entrate di Imi per seconde case). Schuler e Kompatscher insistono che «la vera rivoluzione» sta nel sistema degli investimenti. Sparisce il fondo di rotazione e viene creato un budget unico a fondo perduto, in cui confluiranno anche i fondi delle leggi speciali (scuole, protezione civile). Ogni Comune conoscerà i fondi a disposizione per cinque anni e starà a loro stabilire le priorità.