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MERANO. Per le cure antiage del viso, il “Celeste” Formigoni usa le creme di Chenot. E così il nome del deus ex machina del Palace, buen retiro del jet set internazionale, torna – suo malgrado – sulle ribalte nazionali. E dire che il governatore della Lombardia, sbatacchiato da tormente giudiziarie, al Palace non s'è mai visto: parola di Chenot. Ma ciò non toglie che sia “goloso” dei suoi prodotti, tanto da usarne in quantità. «Come colla per i manifesti», secondo le parole del suo segretario particolare Wally.
È proprio nell'intercettazione di una telefonata tra Formigoni e Mauro Villa detto Wally che spunta il nome di Chenot. Al politico la bella vita piace, e per finanziarla secondo i pm che lo accusano di associazione a delinquere e corruzione avrebbe utilizzato disponibilità di denaro del quale non è nota la provenienza. Un portafoglio molto opaco, insomma.
Le esigenze del politico dal guardaroba naif sono tante, pasti stellati e yatch esclusivi inclusi. Non è segreto che pecchi pure di una certa dose di narcisismo, perché in fretta e furia bisogna procurarsi anche la crema per il viso. E non una qualunque. «Allora secondo te è possibile recuperarla da Chenot? - chiede Formigoni al segretario – Tieni presente che eventualmente lì possiamo mandare l'autista. Ne ho bisogno entro lunedì al massimo».
Si parlerebbe della Genescience per il viso, appartenente alla linea cosmetica che porta la griffe Chenot. Prodotti d'élite, non proprio alla portata di tutti, confezioni da 100-200 euro.
«Non sapevo che Formigoni usasse i nostri prodotti cosmetici», commenta serafico Chenot. «Anche perché di quel settore se ne occupa mio figlio. Ma potrebbe esserseli procurati in uno dei centri specializzati dove sono reperibili. Di sicuro non ha mai soggiornato al Palace». Le trame della giustizia unite a quelle dell'informazione hanno tuttavia voluto che una crema per ringiovanire il viso venisse associata a un volto al momento poco pulito. Chenot se la ride: «Se è per questo, visto che il tema del momento sono le elezioni, da qualche parte ho letto qualcosa tipo “Monti è lo Chenot della politica”, inteso come cura per ritrovare benessere, forma, energie». Tutta pubblicità gratuita, insomma. L'immagine di Chenot, guadagnata sul campo e lucidata dalla corte di personaggi celebri che si affidano a lui, non la scalfirebbero nemmeno le picconate.
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