BOLZANO. Barbara, sua moglie, è credente e accompagna spesso e volentieri i malati a Lourdes o Loreto, lui, Franz Haller, mito della kickboxing, è ateo, ma quando c'è da fare volontariato non si tira mai indietro. Ed è stato così anche quando, a primavera, gli hanno proposto di allenare i malati di sclerosi multipla. Sotto la sede provinciale dell'associazione, presieduta dal conte Christoph Mamming, all’angolo tra via Milano e via Rovigo, c’era già una piccola palestra, Haller, in bacheca 15 titoli mondiali nelle arti marziali dal full contact alla kick e thai boxing, l’ha sistemata con i tatami e i sacchi. E soprattutto vi ha portato il suo carisma.

«L’appuntamento - spiega - è tutti i mercoledì: dalle 16.30 alle 17.30. Arrivano in media 6-7 persone. Ma sono a disposizione sempre, per chiunque di loro abbia voglia di allenarsi un po’».

Determinato e molto esigente quando prepara i suoi giovani atleti carichi di sogni e ambizioni, segue con altrettanta passione i malati di sclerosi multipla. In palio, in questo caso, non ci sono né titoli né premi, ma la consapevolezza di aiutare qualcuno a vivere meglio una patologia cronica del sistema nervoso centrale che causa disturbi motori, visivi, del linguaggio. Colpisce le donne con una frequenza doppia rispetto agli uomini: si calcola che in Alto Adige le persone affette da questa patologia siano circa 600.

«La kickboxing, come tutti gli altri sport, influisce - spiega l’ex campione bolzanino che oggi ha 53 anni - positivamente sullo sviluppo muscolare. Gli esercizi aumentano il senso di equilibrio e la coordinazione. Ma la vera forza della kickboxing è il divertimento. Cui si aggiunge l’effetto benefico di scaricare stress e tensioni».

A credere fortemente nella forza di questa disciplina è anche Monika Kahler, la psicologa che per l’associazione segue i malati: «La sclerosi multipla è chiamata anche la malattia dalle mille facce, perché è subdola e può manifestarsi in vari modi. I farmaci di ultima generazione in genere riescono a tenerla sotto controllo, ma ovviamente è dura convivere con una malattia che, nel tempo, tende a degenerare. Uno studio recente, condotto in Ohio, dimostra come la kickboxing possa migliorare la mobilità e il senso dell’equilibrio nelle persone affette da questa patologia».

Nella palestra dell’associazione si allenano anche gli atleti del team di Haller, mentre nella palestra del Palaresia si tengono i normali corsi di arti marziali. Tra gli atleti anche Pasquale Mangini e Ivan Prader che, domenica 24 novembre al Palaresia, nell’ambito della manifestazione K1 Alpsarena, andranno a caccia dei titoli italiani nelle diverse categorie.

«L’associazione - spiega Haller - ci dà la possibilità di usare la palestra e i ragazzi in cambio fanno volontariato qui. Mi danno una mano quando si fanno gli allenamenti, poi durante l’Avvento, saranno a turno al Twenty, al banchetto allestito dall’associazione, a fare pacchetti regalo per raccogliere offerte».

Mangini, promessa di questa disciplina, è riuscito ad instaurare subito buoni rapporti con i malati: «L’importante è trattarli il più possibile come persone normali. A loro danno fastidio gli atteggiamenti pietistici».

Alla collaborazione tra l’ex campione e l’associazione guardano con un certo interesse anche dalla Sardegna, dove c’è una forte incidenza di questa patologia.

Lui non si pone particolari obiettivi. Però gli piacerebbe se la disciplina che gli ha regalato soddisfazioni e riconoscimenti a livelli internazionale, potesse dare un po’ di serenità a chi vive con la prospettiva di finire un giorno su una sedia a rotelle.

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