BOLZANO. «Dopo 10 anni di battaglie legali finalmente martedì abbiamo potuto festeggiare: la giunta provinciale ci ha dato quello che a suo tempo ci aveva negato, ovvero la concessione che nel 2009 aveva assegnato a Sel. Dalla fine di aprile saremo noi a gestire la centrale idroelettrica di Sant'Antonio». Hellmuth Frasnelli - 66 anni residente a Bolzano ma fortemente radicato a Laives dove è cresciuto, socio (50%) della Eisackwerk con il commercialista Karl Pichler (50%) che gestirà per i prossimi 30 anni l'impianto bolzanino assieme a quello di Rio Pusteria assegnato alla società il 1º gennaio del 2011 - è appena tornato dalla capitale dove davanti al Tribunale superiore delle acque era fissata l'udienza per l'annullamento della concessione della centrale di Sant’Antonio assegnata a suo tempo a Sel. I ricorrenti e la Provincia hanno ottenuto il rinvio all'11 novembre. «In realtà, dopo la decisione della giunta - dice Frasnelli - non sarà necessaria, ma fidarsi è bene, non fidarsi è meglio».

Imprenditore del settore immobiliare – quella di cui va più fiero è l'operazione Castel Guncina – amante della montagna e delle Ferrari, in garage ne ha una gialla – è il Davide che ha sconfitto Golia-Sel (la Provincia, ovvero la Svp)o più prosaicamente il “rompiballe” che ha messo i pali tra le ruote, costringendo la Provincia a rivedere la mega-operazione energia. Gli esposti della Eisackwerk hanno provocato il terremoto politico giudiziario costato incarichi e processi all'allora assessore Michl Laimer e all'ex direttore di Sel Maximilian Rainer, facendo emergere un sistema di gare truccate per assegnare le concessioni a Sel.

Mai pensato di mollare?

«Non potevamo. Abbiamo passato dieci anni a difenderci: se non l'avessimo fatto, ci avrebbero schiacciato. Sono stati anni molto duri: guai a farsi vedere con Frasnelli perché eri tagliato fuori».

Si aspettava di provocare un terremoto di queste dimensioni?

«Sinceramente no. Perché non pensavo che ci fosse tanto marcio. Comunque, se certe porcherie sono emerse è grazie anche al lavoro dei Ros».

Dalle case all'energia: quando ha iniziato ad interessarsi del settore?

«Un po' mi era sempre interessato, ma l'avventura vera e propria è iniziata nel 2003 quando mi ha chiamato il commercialista Karl Pichler, per presentarmi alcune idee da realizzare nel settore idroelettrico. Il primo progetto riguardava la costruzione di una nuova centrale a San Lorenzo di Sebato. Mi disse: pensaci. Risposi subito: ci sto».

Che fine ha fatto quel progetto?

«Archiviato dalla precedente giunta assieme ad altri progetti che riguardavano sempre nuove centrali sul rio Gadera, a Mules-Velturno e in Val Passiria. Abbiamo fatto ricorso al Tribunale superiore delle acque che proprio pochi giorni fa ha definito illegittima l’archiviazione della Provincia».

Parliamo della centrale di Rio Pusteria che vi è stata assegnata dalla Provincia nel 2011.

«Il nostro progetto era il migliore e i risultati si vedono. Ci abbiamo investito 28 milioni e mezzo di euro. Abbiamo realizzato un gioiellino tanto che sono già arrivate 55 delegazioni da ogni parte del mondo - dalla Corea del sud al Giappone - per visitarla. Con la gestione Enel la media decennale della produzione era di 76 milioni kilowattora l’anno, con noi nel 2013 ne ha prodotti 111 milioni e 600 mila, 126 milioni e 300 mila nel 2014. A beneficiare di questo trend più che positivo è anche la collettività».

In che senso?

«Oltre ai milioni di tasse, ogni anno diamo 200 mila euro ad una Onlus che sostiene le famiglie in difficoltà».

Chi sono i soci di Eisackwerk Rio Pusteria?

«La mia Investa srl ha il 37,25%, stessa quota la Flumen di Karl Pichler, 20% Peter Thun, 5,5% sono di Botzen Invest (imprenditori locali, curia Bolzano e Trento). Il fatturato 2013 è stato di 16,491 milioni».

Nella centrale di San Antonio, una delle più importanti della provincia, che vi stata appena assegnata, quanto investirete?

«20 milioni: i macchinari sono vecchi, vanno sostituiti. Inoltre l’accordo prevede che il 15% degli incassi - minimo 2 milioni l’anno anche in caso di crollo del prezzo dell’energia - venga destinato ad interventi di riqualificazione ambientale».

Vi fa paura la fusione Sel-Aew?

«Premesso che Aew dovrebbe farci un monumento, perché se le cose sono andate in un certo modo è grazie alle nostre battaglie legali, la fusione non ci fa paura, perché abbiamo intenzione di crescere e la storia sta dimostrando che Eisackwerk può presentare progetti migliori di Enel, Edison, Sel e Aew».

Cosa pensa del nuovo presidente della Provincia?

«È iniziata una nuova era».