LAIVES. Il nuovo quartiere di Pineta monte sta "invecchiando" e rischia di diventare un dormitorio. Eppure è un'ottima posizione, tranquilla, affacciato sulla vallata. Però, nonostante si continui a costruire lì, mancano tutti i principali servizi che servono ad una comunità, ad iniziare dai negozi e così, per comperare anche solo il pane, si prende l'automobile e si va. A lanciare un grido di allarme è uno che Pineta la conosce bene perché ci vive da sempre. «In effetti, negli ultimi anni si sta assistendo ad un malinconico declino - dice Renzo Gerolimon, a lungo amministratore comunale in passato e riferimento della Polisportiva Pineta, nonchè attuale responsabile della sezione Upad di Laives -, io personalmente sono a conoscenza di almeno una decina di casi nei quali cittadini che abitano attorno a me, in via Giovanni Bosco, a Pineta monte, hanno venduto l'appartamento o comunque stanno cercando di venderlo per andarsene. C'è poi un fenomeno altrettanto preoccupante ed è il progressivo invecchiamento dei residenti di Pineta monte, con il risultato che queste persone non hanno più un grande stimolo per ristrutturare magari casa e quindi stanno pensando di venderla per cercarne una in contesti più comodi. Non è che vada molto meglio nemmeno per i giovani ad ogni modo, perché, effettivamente, qui a Pineta monte c'è ben poca attrattiva per loro e così o si chiudono in casa davanti ai gadget elettronici, oppure vanno altrove. Si assiste ad uno "spegnersi" lento di interesse verso la vita collettiva e tanti dei nuovi arrivati nemmeno si conoscono e meno che meno partecipano alle iniziative comuni che contribuirebbero a fare "società". E' una situazione che non fa piacere insomma - conclude Gerolimon - perché così l'abitato è destinato socialmente a morire». Quello descritto (e temuto) da Renzo Gerolimon è in effetti il destino di certi quartieri "satellite", sorti rapidamente per risolvere tensioni abitative, ma del tutto privi dei servizi che servirebbero per fare "rete". Pineta monte, con le zone residenziali Toggenburg 1 e 2 e tra poco la "Rotwand" per il ceto medio, rischia proprio di diventare uno di questi: oramai lì, accanto ai primi tornanti per la Costa-Seit, vivono centinaia di famiglie e molte altre ne arriveranno nei prossimi anni da programmi edilizi. Nonostante questo, non c'è lo straccio di un negozio e per ora, nemmeno un collegamento diretto per raggiungere l'abitato di Pineta, dove si trovano chiesa, ufficio postale, asilo, scuola, farmacia, tabacchino e negozio di generi alimentari. Per i giovani questo, tutto sommato non rappresenta un problema, ma per chi è più avanti con l'età, inizia a diventare un disagio sempre più pesante, anche se funziona un servizio di trasporto pubblico che raggiunge il quartiere a monte collegandolo con quello a valle. Troppo poco però per fare "comunità".