BOLZANO. Dopo l'inserimento formale nel piano regolatore cittadino, avvenuto l'anno scorso, primi passi concreti per l'istituzione del cimitero islamico a Oltrisarco: la Consulta immigrati ha accolto all'unanimità la richiesta avanzata dall'assessore comunale competente, Judith Peitner Kofler, di mettersi al lavoro per trovare un soggetto giurico in grado di stipulare una convenzione col Comune per la futura gestione dell'area di sepoltura. Come deciso dalla Consulta, verrà istituito un comitato paritetico costituito dai rappresentanti delle maggiori associazioni di ispirazione islamica attualmente operanti a Bolzano: il Dialogo di via Torino; la Jinnah pakistana; l'associazione Pace di via Macello; l'associazione famiglie magrebine di via del Ronco. «Ho contattato cinque associazioni» precisa il presidente della Consulta immigrati, Artan Mullaymeri. «Per ora una non ha mostrato particolare interesse, ma le altre quattro si sono dette favorevoli e pronte a collaborare fattivamente. Sarà un iter piuttosto lungo, perché si tratta di una materia alquanto tecnica: secondo la legge vigente ci sono diritti ma soprattutto numerosi obblighi, validi per tutti, cattolici e non cattolici. La Consulta garantirà il rispetto di tutte le prescrizioni». La prima riunione del comitato è prevista nel giro di pochi giorni.
A chiedere il coinvolgimento della Consulta immigrati per avviare l'iter è stata nelle scorse settimane l'assessore preposto alla cura dei cimiteri, Peintner Kofler. «Il Comune - ha spiegato - ha il dovere civico di seppellire tutti i morti, di qualunque religione. Lo dimostra il fatto che a Bolzano esistono aree dedicate alla sepoltura non solo dei cattolici ma pure di ebrei e protestanti. Il piano regolatore del Comune prevede l'istituzione anche di un'area dedicata ai fedeli di religione musulmana, ma il municipio non intende gestirla direttamente. Non sapremmo come, perché non conosciamo le usanze islamiche». L'assessore spiega ancora: «La materia è delicata e voglio chiarire: l'iter sarà lungo, anche perché l'area del cimitero predestinata impiegherà mesi e mesi per liberarsi. E comunque, come dimostra il caso di Trento, a servirsene non saranno in molti. Là il cimitero islamico esiste da diversi anni, ma su una cinquantina di posti a disposizione ne sono stati occupati soltanto una ventina. I più preferiscono comunque seppellire i loro cari nel paese di origine».

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