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BOLZANO. Se siete appassionati fungaioli, state attenti. State attenti non solo a quali miceti raccogliete, ma anche a quanti e a dove li raccogliete. La normativa altoatesina che regola la raccolta di funghi, infatti, è molto severa e una giornata apparentemente fortunata potrebbe riservarvi brutte sorprese. Ne sa qualcosa l’uomo che, nello scorso week end, è stato “pizzicato” dal personale della stazione forestale di Bolzano nell’area del Colle, con ben 10 chili di funghi. Tutti subito sequestrati. Il fungaiolo, infatti, non solo aveva raccolto una quantità esorbitante di miceti (nell’ambito del comune di residenza è possibile raccoglierne al massimo due chili, solo nei giorni pari), ma lo aveva fatto in un’area dove la raccolta è vietata. Sì, perché esistono delle zone off-limits per i fungaioli in cui, in nessun caso, è possibile andare a caccia di porcini o finferli. Si tratta di «territori soggetti a vincolo paesaggistico e dove il proprietario ha apposto questi cartelli indicatori». E il Colle è proprio una di queste aree: i molti privati proprietari di quote di bosco, esasperati dalla vera e propria invasione di appassionati, già da anni si sono uniti e insieme, attraverso un’apposita procedura, hanno chiesto alla Provincia di interdire alla raccolta l’intero Colle. Ma spesso c’è chi ignora il divieto e, anche nel recente passato, non sono mancate le furibonde liti - in qualche caso si è arrivati anche alle mani - tra proprietari e “invasori”. Divieto di raccolta, inoltre, ma per motivi di carattere ambientale, in aree come quella dei laghi di Monticolo e sul territorio di quattro comuni altoatesini: Anterivo, Cornedo all'Isarco, Nova Levante e Tires. Chi si reca sul territorio di un comune diverso da quello di residenza, inoltre, oltre ad avere con sé un documento di riconoscimento, è obbligato a pagare 8 euro per ogni giorno di raccolta, attraverso un versamento postale, in banca o tramite un’organizzazione turistica. E può raccogliere massimo un chilo. Per raccogliere nel comune di residenza, invece, basta avere in tasca un documento di identità e la quota massima di funghi è di due chili. Occhio ai cartelli, insomma, che sono posti ovunque nei boschi interessati dalle restrizioni e rispetto delle regole. Evitate di fare i furbetti perché potrebbe costarvi davvero caro, insomma. Soprattutto se appartenete alla categoria di chi, nella stagione dei funghi, mette in piede un piccolo business e ne raccoglie quantità industriali per poi venderli a peso d’oro. Non occorre essere dei commercialisti per capire che il gioco potrebbe non valere la candela. Le sanzioni per chi trasgredisce fuori dal proprio comune prevedono 57 euro di multa, più 34 euro per ogni chilo di funghi raccolti (che diventano 51 euro se si viene fermati in una zona soggetta a vincolo paesaggistico). Chi, invece, non rispetta la legge nel comune di residenza paga 34 euro per ogni chilo di funghi raccolto e, anche nel suo caso, i chili costano 51 euro se i funghi sono stati raccolti in una zona soggetta a vincolo paesaggistico. La raccolta può essere effettuata nei giorni pari, dalle 7 alle 19. Nessun limite di giorni e di orario per i proprietari, affittuari ed usufruttuari dei terreni che, però, devono rispettare la quantità massima di 3 chili. In caso di mancato rispetto, pagheranno anche loro 34 euro per ogni chilo di funghi raccolto o 51 euro al chilo se la raccolta è stata effettuata in una zona soggetta a vincolo paesaggistico.
«Oltre alla multa – spiega il comandante della stazione forestale di Bolzano, Roberto Tedesco – la normativa prevede il sequestro dei funghi che vengono poi donati a case di riposo, strutture per anziani e mense pubbliche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Oltre alla multa – spiega il comandante della stazione forestale di Bolzano, Roberto Tedesco – la normativa prevede il sequestro dei funghi che vengono poi donati a case di riposo, strutture per anziani e mense pubbliche».
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