PHOTO
BRESSANONE. Il progetto per la realizzazione della funivia, per meglio dire la fase preparatoria, è costato finora al Comune quasi 48 mila euro. Le cifre sono state illustrate dal sindaco Albert Pürgstaller al consigliere indipendente Klauspeter Dissinger che, in un'interrogazione, aveva chiesto chiarimenti sul progetto funivia e soprattutto chi aveva pagato cosa.
E ciò che è venuto alla luce a Dissinger non è piaciuto per niente. «L'amministrazione comunale di Bressanone non sa gestire i grossi progetti – spiega Dissinger – In base a quanto mi è stato risposto dal sindaco, fino ad oggi infatti il Comune ha pagato solo per “preparare” il progetto funivia la bellezza di 48 mila euro e di questi soldi, per quanto mi riguarda, gli sarebbe spettato pagare solo i 12.800 euro per la variazione del piano urbanistico. Il resto, migliaia di euro per serate informative sulla funivia a Bressanone e nelle frazioni, l'avrebbe dovuto pagare l'Ente Provincia che del progetto è non solo il promotore ma anche l'esecutore, visto che il tutto è nato per volontà dell'ex assessore alla mobilità Thomas Widmann».
Il resto di cui parla Dissinger sono, in ordine di tempo: elaborazione dello studio per stabilire la stazione di partenza, studio Besier, 10.677 euro (primavera-autunno 2011), poco meno di 12 mila euro per le serate informative a Bressanone e Sant'Andrea nel gennaio del 2012: presentazione in 3D 3.235 euro, 5203 euro per il concetto della mostra degli elaborati, la pubblicità e la moderazione, 1.269 euro per l'affitto delle sale e 1.670 per la traduzione simultanea; quasi 25 mila euro per la preparazione e lo svolgimento della seconda serata informativa al Forum del settembre 2012: spedizione inviti per posta 4.749 euro, cartelli informativi 1.082 euro, film animato in 3D per illustrare il progetto funivia 13.570 euro, concetto della serata 847 euro, affitto sala Forum 1.918 euro, moderazione 968 euro e traduzione simultanea 1.669 euro; variazione del piano urbanistico, primavera-autunno 2012: elaborazione piano 12.800 euro; infine 1.300 euro per la tavola rotonda tra tecnici del settembre 2013.
«Ritengo che, a parte la variazione del Puc, avrebbe dovuto pagare tutto la Provincia – conclude Dissinger – Assurdo, poi, pagare migliaia di euro per moderare serate che più che informative erano di promozione al progetto o per un filmino in 3D. Tutto è ancora in alto mare, non si sa se le autorità militari permetteranno mai il sorvolo sopra le aree in viale Mozart o se le Ferrovie daranno l'ok alla cessione dei terreni per la stazione di partenza. Insomma, prima di spendere quasi 50 mila euro per serate dedicate ai cittadini bisognerebbe avere sicurezze. È accaduta la stessa cosa per il Giardino vescovile. Si sono pagati 80 mila euro per il concetto mega galattico senza avere neanche sentito i Beni culturali e si paga un affitto da anni che hanno portato a spendere fino ad oggi 125 mila euro».


