La Cgil/Agb, settore funzione pubblica, è critica nei confronti del Commissariato del Governo che ha la competenza sul personale delle amministrazioni statali sul territorio. Il problema è quello della mobilità dei lavoratori del settore. «Ci aspettavamo, come peraltro sollecitato da nostre numerose richieste, la mobilità del personale avviando una mobilità fra diverse amministrazioni” si legge in un comunicato stampa.

Andrea Beggio (nella foto) della FP-Cgil/Agb spiega: «Nel 2012, per determinare la cosiddetta nuova geografia giudiziaria, si utilizzarono dati Istat del 2001. Fin dal principio la FP-CGIL ha tentato una discussione che si fondasse sulle reali esigenze di questa complessa amministrazione e non sulla solita logica dei tagli lineari. Come categoria avevamo anche inviato un appello agli allora presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, evidenziando le peculiarità del nostro territorio e la disponibilità degli enti locali a sostenere la permanenza di questi servizi sul territorio».Ma ogni tentativo di mediazione è caduto nel vuoto e la condanna a morte per tutte le sedi distaccate dell’Alto Adige è arrivata puntuale senza alcuna variazione.

«A tutto ciò – afferma sempre Beggio - è seguito un accordo sulla mobilità del personale delle sedi in soppressione che, per i presupposti e contenuti, la Funzione pubblica non ha sottoscritto. Tale accordo, cucito a pennello per le regioni con possibili situazioni di esubero di personale, è stato applicato anche nella nostra provincia, dove il servizio è stato sempre garantito con situazioni di sotto-organico”.

“Ad aggravare ulteriormente la situazione, per questi lavoratori – conclude Beggio – in Alto Adige, diversamente dalle altre regioni italiane, non sono ancora state pubblicate le graduatorie relative all’accordo sulla mobilità: chiediamo, quindi, di avere questi dati al più presto e di intraprendere una seria discussione con il Commissariato per risolvere in anticipo i problemi dei lavoratori e non per crearne di nuovi”.