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EGNA. Danneggiamenti all'esterno della «Würtharena» e minacce di morte al presidente dell'Hockey Club Egna Ivo Visintin: i tifosi del Milano, reduci dalla vittoriosa trasferta al Pranives di Selva (dove si sono aggiudicati il campionato di serie A2), sono usciti al casello autostradale in Bassa Atesina, hanno svuotato l'immondizia davanti allo stadio dell'Hc Egna, hanno sradicato alcuni cestini e hanno lasciato la loro firma sull'asfalto davanti all'ingresso: «Noi Milano campioni, voi Egna c......i».
È l'ennesimo raid vandalico ad opera dei tifosi meneghini che nei giorni scorsi avevano messo fuori uso il pullman del Gherdëina. Un gesto deprecabile, ma questa volta si è passato il segno. Uno degli ultrà lombardi non ha trovato nulla di meglio da fare che telefonare al cellulare del presidente dell'Egna e minacciare di morte lui e la sua famiglia. E non è la prima volta: la scorsa settimana, sempre alle 3 di notte, dallo stesso numero era partita un'altra telefonata intimidatoria. Visintin, a questo punto, ha preferito informare dell'accaduto il maresciallo Sacchet della compagnia dei carabinieri di Egna che provvederà a fare tutti gli accertamenti del caso.
LE MINACCE. «Due chiamate minatorie in una settimana, sempre di notte, cominciano ad essere davvero troppe. È giusto che carabinieri e Digos, con cui abbiamo collaborato bene finora, isolino questi scalmanati»: Ivo Visintin ricorda bene le parole del tifoso meneghino. La prima telefonata risale ad una settimana fa. «Ero alla cena con la squadra e un giovanotto, dopo avermi attaccato con una serie di epiteti, ha promesso di squarciare la gola a me e a mia sorella. Inizialmente ho pensato ad uno scherzo di cattivo gusto da parte di uno dei miei giocatori o dirigenti, ma poi ho capito che era un utente di Milano. La stessa storia si è ripetuta l'altra notte alle 3 e allora ho preferito rivolgermi, per sicurezza, ai carabinieri.
Non ho certo paura di questi pseudo-tifosi, ma è giusto isolare gli ultras violenti e provocatori. Questa volta, poi, il Milano si è conquistato la promozione in A1 sul ghiaccio e non capisco cosa abbia spinto i tifosi meneghini ad uscire dall'autostrada e a lasciarsi andare ad atti vandalici». Il dirigente ed ex giocatore dell'Hc Egna Werner Zanotti condanna l'episodio. «Questa volta i tifosi del Milano sono andati ben oltre il consentito. I danni alla Würtharena ammontano a poche centinaia di euro. Certo dà fastidio ripulire lo stadio dalle immondizie e dalle scritte oltraggiose ma le minacce sono davvero troppo. Intervenga chi di dovere. Anche perché quest'anno, a Milano, abbiamo dovuto sopportare anche un'aggressione in piena regola nello spogliatoio».
LA FISG. Parole durissime anche da parte del presidente della Federghiaccio Giancarlo Bolognini che invita l'Egna a fare denuncia ai carabinieri per isolare i tifosi più violenti. «Purtroppo questo è solo l'ultimo episodio di una lunga serie che ha per protagonisti i tifosi del Milano. In questa stagione si sono fatti una fama tutt'altro che positiva. Ne ho parlato anche col responsabile dell'Osservatorio per la sicurezza e mi ha spiegato che, nella maggior parte dei casi, si tratta dei tifosi del calcio che fanno danni anche nell'hockey. Il fatto che, questa volta, gli inquirenti dispongano di un numero di telefono per risalire al responsabile delle minacce ci deve indurre ad intervenire con fermezza. È un episodio indecente e vergognoso».
La Federghiaccio spiega di avere le mani legate ma Bolognini assicura che ne parlerà col presidente del Milano Migliore. «Lo incontrerò nei prossimi giorni e lo inviterò a non sostenere gli ultras. È tempo di smetterla con le agevolazioni ai supporter più violenti. Tantopiù che in questa occasione i meneghini avevano pure vinto il campionato: che motivo avevano per danneggiare lo stadio a Egna e minacciare il presidente?».
È l'ennesimo raid vandalico ad opera dei tifosi meneghini che nei giorni scorsi avevano messo fuori uso il pullman del Gherdëina. Un gesto deprecabile, ma questa volta si è passato il segno. Uno degli ultrà lombardi non ha trovato nulla di meglio da fare che telefonare al cellulare del presidente dell'Egna e minacciare di morte lui e la sua famiglia. E non è la prima volta: la scorsa settimana, sempre alle 3 di notte, dallo stesso numero era partita un'altra telefonata intimidatoria. Visintin, a questo punto, ha preferito informare dell'accaduto il maresciallo Sacchet della compagnia dei carabinieri di Egna che provvederà a fare tutti gli accertamenti del caso.
LE MINACCE. «Due chiamate minatorie in una settimana, sempre di notte, cominciano ad essere davvero troppe. È giusto che carabinieri e Digos, con cui abbiamo collaborato bene finora, isolino questi scalmanati»: Ivo Visintin ricorda bene le parole del tifoso meneghino. La prima telefonata risale ad una settimana fa. «Ero alla cena con la squadra e un giovanotto, dopo avermi attaccato con una serie di epiteti, ha promesso di squarciare la gola a me e a mia sorella. Inizialmente ho pensato ad uno scherzo di cattivo gusto da parte di uno dei miei giocatori o dirigenti, ma poi ho capito che era un utente di Milano. La stessa storia si è ripetuta l'altra notte alle 3 e allora ho preferito rivolgermi, per sicurezza, ai carabinieri.
Non ho certo paura di questi pseudo-tifosi, ma è giusto isolare gli ultras violenti e provocatori. Questa volta, poi, il Milano si è conquistato la promozione in A1 sul ghiaccio e non capisco cosa abbia spinto i tifosi meneghini ad uscire dall'autostrada e a lasciarsi andare ad atti vandalici». Il dirigente ed ex giocatore dell'Hc Egna Werner Zanotti condanna l'episodio. «Questa volta i tifosi del Milano sono andati ben oltre il consentito. I danni alla Würtharena ammontano a poche centinaia di euro. Certo dà fastidio ripulire lo stadio dalle immondizie e dalle scritte oltraggiose ma le minacce sono davvero troppo. Intervenga chi di dovere. Anche perché quest'anno, a Milano, abbiamo dovuto sopportare anche un'aggressione in piena regola nello spogliatoio».
LA FISG. Parole durissime anche da parte del presidente della Federghiaccio Giancarlo Bolognini che invita l'Egna a fare denuncia ai carabinieri per isolare i tifosi più violenti. «Purtroppo questo è solo l'ultimo episodio di una lunga serie che ha per protagonisti i tifosi del Milano. In questa stagione si sono fatti una fama tutt'altro che positiva. Ne ho parlato anche col responsabile dell'Osservatorio per la sicurezza e mi ha spiegato che, nella maggior parte dei casi, si tratta dei tifosi del calcio che fanno danni anche nell'hockey. Il fatto che, questa volta, gli inquirenti dispongano di un numero di telefono per risalire al responsabile delle minacce ci deve indurre ad intervenire con fermezza. È un episodio indecente e vergognoso».
La Federghiaccio spiega di avere le mani legate ma Bolognini assicura che ne parlerà col presidente del Milano Migliore. «Lo incontrerò nei prossimi giorni e lo inviterò a non sostenere gli ultras. È tempo di smetterla con le agevolazioni ai supporter più violenti. Tantopiù che in questa occasione i meneghini avevano pure vinto il campionato: che motivo avevano per danneggiare lo stadio a Egna e minacciare il presidente?».
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