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BOLZANO. È salito a nove, nelle ultime settimane, il numero dei dipendenti dell’Interspar di via Buozzi che hanno ritenuto opportuno dimettersi e lasciare definitivamente l’azienda a seguito dell’inchiesta per una serie di furti che l’Aspiag ha denunciato nei mesi scorsi ai carabinieri dopo un’indagine interna. L’ammanco in denaro per il gruppo leader in provincia nel settore della grande distribuzione dovrebbe aggirarsi attorno ai 300 mila euro, oltre ad una ventina di televisori e a diversi elettrodomestici. L’amministratore delegato Paul Klotz ha confermato ieri la notizia: «Sì, siamo saliti da cinque a nove persone, che abbiamo rimpiazzato con collaboratori giovani e motivati».
L’inchiesta. Gli ultimi sviluppi prescindono, tra l’altro, dall’inchiesta che sta portando avanti la Procura, con il pm Luisa Mosna, che ne ha seguito gli sviluppi fin dalle battute iniziali. Il numero degli indagati è fermo a quota nove, ma potrebbero esserci novità tutt’altro che trascurabili per quanto attiene i capi di imputazione. Bisogna capire esattamente, infatti, di che natura erano i rapporti e le complicità tra cassiere, impiegati, magazzinieri e le persone che si occupavano della sicurezza.
La posizione di alcune cassiere, una delle quali era stata licenziata in tronco già nelle battute iniziali dell’inchiesta, è piuttosto pesante, al pari di quella di un’impiegata, che sarebbe stata retribuita proprio per le informazioni fornite, ritenute particolarmente preziose per mettere a segno furti di entità diversa, da poche decine fino ad alcune centinaia di euro, elettrodomestici compresi. «C’era - ha sottolineato l’ad Klotz - chi pagava 30 euro alla cassa per una spesa di 200. Mangiava il filetto con amici e parenti a spese dell’Aspiag».
Secondo il pm Luisa Mosna, in ogni caso, l’inchiesta è in dirittura d’arrivo. «È una questione di un paio di mesi». Le indagini, portate avanti d’intesa con i carabinieri, dovrebbero concludersi con diverse richieste di rinvio a giudizio. Bisogna capire chi sapeva e chi no. Molti, dopo l’apertura dell’inchiesta, hanno collaborato.
Facce nuove. Probabilmente lo hanno notato solo i clienti fissi del supermercato di via Buozzi ma nell’ultimo periodo, anche alle casse, ci sono parecchie facce nuove. L’età media si è ulteriormente abbassata e, ovviamente, c’è anche un’attenzione diversa per la clientela. «Alla lunga era impossibile - ha sottolineato l’ad Klotz - non notare ammanchi di questa entità. Chi ci ha tradito pagherà un conto salato. Diamo tempo a carabinieri e Procura di concludere le verifiche. Il caso di via Buozzi è comunque isolato».
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