BOLZANO. Traballa la difesa dell’ex direttore della filiale Upim di via della Posta a Bolzano sospettato di essersi inventato la rapina del 12 marzo scorso. La giustificazione fornita da Salvatore Liguori circa il possesso in casa di tremila euro in contanti poche ore dopo il colpo non ha trovato alcun riscontro concreto nelle indagini condotte da polizia e magistratura. La somma di denaro è sempre sotto sequestro dopo che il tribunale del riesame ha respinto l’istanza dell’avvocato Daniele Stramaccioni del Foro di Roma di ottenere la revoca del provvedimento. In questi giorni, però, sul tavolo del sostituto procuratore Luisa Mosna è arrivata un’informativa della Squadra Mobile (diretta dal dottor Giuseppe Tricarico) da cui risulta che non c’è traccia di presunte vincite da scommesse ottenute in Campania dell’ex direttore indagato. Ogni vincita oltre i mille euro viene registrata dai gestori delle sale scommesse ma tutte le indicazioni fornite dall’indagato per presunte vincite in Campania non hanno trovato alcu n riscontro. Non è un fatto da poco in quanto a tutt’oggi l’ex direttore della filiale Upim di Bolzano non è riuscito a fornire una indicazione certa (suffragata da riscontro oggettivo) sulla provenienza del denaro.

Lo stesso avvocato difensore Stramaccioni nell’istanza di dissequestro del denaro a suo tempo depositata non era riuscito a fornire indicazioni certe posto che aveva genericamente indicato una vincita in una sala scommesse di Bolza no (mentre in un primo tempo venne indicata una sala scommesse della Campania) o, in alternativa, un presunto prestito ottenuto da un conoscente. L’ex direttore Salvatore Liguori resta sotto inchiesta con l’accusa di simulazione di reato e furto aggravato. il Pm Luisa Mosna sta attendendo proprio in questi giorni l’esito della consulenza tecnica informatica sul contenuto dei computer in uso all’indagato il quale ha ammesso di essere stato un accanito scommettitore in un contesto di provato indebitamento. L’ex direttore ha però sempre sostenuto che il giorno della fantomatica rapina non avrebbe dovuto neppure essere al lavoro e di essersi recato in ufficio solo perchè contattato da un geometra di zona del gruppo Coin per interventi di risanamento dello stabile Upim. Salvatore Liguori raccontò di aver subìto la rapina in ufficio da parte di due individui (cadendo però in contraddizioni riguardo le modalità del colpo) e riferì di aver inseguito i rapinatori dall'uscita di sicurezza del secondo piano del negozio chiarendo che al momento del colpo il personale in servizio nel magazzino era di sole 4 persone e che il negozio Upim di Bolzano sarebbe stato più volte preso di mira in precedenza da bande di ladri.

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