Bolzano

Galleria Sernesi, chiudono altri negozi: anche il sexy shop si trasferirà

«Serrande abbassate, pesano gli affitti alti».Nella galleria funzionerebbero meglio le attività che offrono servizi rispetto al commercio al dettaglio



BOLZANO. Le gallerie commerciali in città soffrono. Nei tempi d'oro i passaggi che attraversano i palazzi unendo le strade più rinomate del centro storico erano contese dai negozianti, disposti a pagare affitti da capogiro. Un punto vendita nella galleria era quasi uno status symbol per griffe prestigiose e gioiellerie. Oggi quelle stesse gallerie sono sempre meno affollate, le serrande si abbassano. In realtà, nell'epoca dei centri commerciali e con l'avvento del mercato on-line, le gallerie, più che al commercio, sembrano essere votate ai servizi. Non fa eccezione la Galleria Sernesi che collega via Raffaello Sernesi, sul lato dell'Università, con via Goethe che raccoglie i bar e i ristoranti che fanno la loro fortuna nel flusso turistico che porta verso piazza Walther. La particolarità della Galleria Sernesi è quella di essere commercialmente molto vissuta in prossimità degli sbocchi sulle strade, mentre via via i negozi sono stati chiusi al suo interno.

Il sexy shop

E all'interno della Galleria Sernesi da 9 anni c'è il Beate Uhse di Martin Pöhl, che registra un costante calo nella frequentazione. «Ogni anno sempre di meno - riferisce il commerciante -. Avendo altri punti vendita altrove, senza questo problema, ritengo che la criticità sia specifica della galleria». Ecco perché Pöhl dice di valutare nei prossimi mesi «un trasferimento nel centro di Bolzano, ma non certamente in un'altra galleria. Il commercio in generale soffre la concorrenza delle vendite on-line, mentre le vie principali continuano a funzionare. Le gallerie, invece, oggi sono più luoghi di passaggio che di acquisto: 20 anni fa il concetto era diverso. Quando siamo arrivati, 9 anni fa, non c'erano negozi vuoti; oggi siamo rimasti gli ultimi al centro, insieme a quelli vicino agli ingressi».

Il negozio etnico

«La galleria non è molto vivace, ma la vicinanza dell'università ci aiuta», racconta Yue Zhou del Panda Market, aperto da circa un anno. Durante la settimana il movimento non manca, soprattutto grazie agli studenti, mentre la domenica l'area si svuota completamente. La clientela è giovane, attratta soprattutto da snack e bevande, ma non mancano universitari e adulti interessati ai prodotti alimentari etnici. Nonostante qualche episodio di piccoli furti - spesso attribuiti a minorenni - la situazione resta sotto controllo grazie alla videosorveglianza e alla presenza delle forze dell'ordine».

Il barbiere

A pesare sul futuro della galleria è soprattutto la diminuzione delle attività che, di conseguenza, comporta anche una diminuzione del flusso di potenziali clienti. «Il passaggio c'è ancora, ma i tanti negozi chiusi riducono l'interesse», spiega Simone Castagnetti, titolare di Simo's Barber Shop dal 2019. Gli affitti elevati e la scarsa propensione ad avviare nuove attività contribuiscono al declino. Castagnetti sottolinea anche un altro tipo di cambiamento: «La concorrenza è alta e i barbieri italiani sono sempre meno. I giovani si avvicinano poco a questo mestiere. Qui non aiuta neppure il basso interesse ad aprire nuove attività, in combinazione con il costo dei locali». In passato, ricorda Castagnetti, la galleria era un luogo di lusso, il suo locale ospitava un orafo. Dal punto di vista della sicurezza Castagnetti riferisce che «peggiora negli anni, ma non ho subito episodi diretti. Mi aiuta certamente il fatto che la galleria si chiude fisicamente alle 21».

Il bar

«Negli ultimi anni è cambiata la città, più che questo spazio», osserva Said Marchakel del Bar Sonia. «Il calo del passaggio, ad esempio, è legato anche al fatto che non c'è più la fermata del bus qui in via Leonardo Da Vinci, che portava un flusso costante di persone». A incidere è anche la concorrenza. «Ci sono tanti bar in zona», aggiunge. Per questo motivo l'attività chiude alle 20, evitando la fascia serale, ritenuta più problematica.

L'agenzia viaggi

Cinzia De Mario, titolare dell'agenzia Yes Travel dal 2009, offre una prospettiva diversa, che riguarda principalmente la tipologia delle attività che potrebbero avere più fortuna in una galleria. «La nostra agenzia, per esempio, non fa tanto affidamento sul passaggio. I clienti - dice De Mario - arrivano perché ci conoscono». Secondo la titolare dell'agenzia viaggi, la galleria resta uno spazio dinamico, ma il futuro non è nella vendita al dettaglio. «Qui funzionerebbero meglio attività che offrono servizi come le assicurazioni o gli ambulatori medici». Un punto di forza resta la sicurezza: la chiusura serale con cancello, pur incidendo sulle spese condominiali, garantisce tranquillità agli operatori».













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