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BOLZANO. Luigi Gallo non si è arreso dopo il primo «no» dei Verdi. L’assessore comunale rilancia il proprio appello per le elezioni comunali: costruire una lista ecosociale, a partire da Prc, Sel e Verdi, che diventi la terza gamba della prossima maggioranza, in caso di vittoria, accanto a Svp e Pd. Al secondo mandato in giunta, Gallo deciderà in gennaio se ricandidarsi: «La scelta è legata anche al progetto con cui ci presenteremo». La sua sintesi più efficace è questa: «Ci interessa o no che le idee di sinistra abbiamo ancora voce in capitolo a Bolzano? Se sì, perché alle prossime comunali dobbiamo farci concorrenza, invece di presentarci con una proposta bella e convincente?». In Rifondazione comunista c’è maretta per il fatto che Gallo non ha ancora rinnovato la tessera del partito. Uno strappo?
Perché non ha confermato la sua iscrizione al Prc?
«Non cambio bandiera. In questi anni sono sempre rimasto dov’ero, pur avendo avuto posizioni diverse sulla politica nazionale. Sono stato eletto con una comunità e non cambio bandiera. Avere la tessera di carta per me non è fondamentale. Farò quella del 2015... Sono sempre stato da una parte e rappresento Rifondazione, credo di averlo dimostrato nei fatti».
Allude tra l’altro al fatto che, tessera o no, lei versa a Rifondazione una parte della sua indennità?
«Contribuisco alla vita del partito, come altri compagni, a partire da Oreste Galletti. Non avendo finanziatori privati, ci manteniamo così ed è giusto: non vieni eletto solo per la tua faccia. Sono in Comune grazie al simbolo di un partito e alla sua comunità. Da solo non sarei andato da nessuna parte».
Mesi fa aveva proposto una lista unica ecosociale per Bolzano. I Verdi hanno deciso che parteciperanno da soli, puntando sulla forza del simbolo della colomba.
«E io rilancio la mia idea. Non mi sono arreso al primo no. Sono troppo convinto di questo progetto, che non è “furbo”: in base alla legge elettorale conviene quasi di più correre divisi, ma io penso alle idee ambientali e di sinistra, un patrimonio troppo importante, che va allargato, non messo a rischio. Serve un polo a sinistra del Pd. C’è un grande spazio teorico, ma non vedo una offerta adeguata. Capisco le difficoltà di chi vorrebbe votare a sinistra del Pd e trova solo piccoli pezzettini, nobili certo, ma pezzettini».
In giunta lei e Patrizia Trincanato (Verdi) siete stati spesso in sintonia, votando “no” o esprimendo dissenso su alcuni progetti, a partire da Benko.
«Infatti. Ci siamo sostenuti a vicenda con Patrizia e credo che siamo stati utili. Capisco le ragioni dei Verdi, ma a Bolzano si mettano in gioco con un progetto diverso dalla lista singola, anche con qualche rischio. Dal mio punto di vista è un rischio anche stare divisi a rubarci i voti. Mi sembra che tutti stiamo sottovalutando la situazione. Il disagio sociale andrà a destra, se non nascerà un polo di sinistra. Vedo l’insufficienza di tutti noi, Rifondazione, Sel e Verdi».
È favorevole alla ricandidatura del sindaco Spagnolli ?
«Sì, se Gigi deciderà in questo senso. È stato un buon sindaco ed è vero ciò che si dice di lui: riesce a tenere unita la maggioranza, dando spazio alle varie anime. Lo dice uno che sul finanziamento alle Marcelline e sul progetto di via Alto Adige ha votato “no”».
No alle primarie?
«Senza primarie, se ci sarà Spagnolli. Se deciderà di non candidarsi, allora certo chiederò che si facciano le primarie di coalizione».
Insisterà sulla lista unica?
«Certo. Tra l’altro funzioneremmo come valida concorrenza al Movimento 5 Stelle». (fr.g.)
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