BOLZANO. Luigi Gallo parla con pacatezza, ma i suoi punti sono altrettanto fermi di quelli annunciati dalla candidata sindaco degli ecosociali Cecilia Stefanelli (Verdi, Sel e A sinistra per Bolzano), che chiede a Spagnolli di sterzare a sinistra, dopo la svolta a destra. Assessore uscente, Gallo viene considerato negli ambienti del Pd uno dei «morbidi» tra gli ecosociali, il più dialogante, perché ha vissuto con maggiore travaglio lo strappo da Spagnolli. Gallo è stato eletto in Consiglio come capolista di «A sinistra per Bolzano».

Spagnolli ha detto che non siglerà alcun accordo con altri partiti prima del ballottaggio.

«Prendo atto e dico che siamo d’accordo con lui: non parteciperemo ad alcun mercato delle mucche. Nei prossimi giorni vedremo però se ci potranno essere contatti con il Pd. Siamo davanti a una incognita. Certe situazioni non si superano con facilità. Spagnolli ha compiuto scelte che non ho condiviso e dobbiamo, noi e lui tenerne conto. Non è accaduto qualcosa di superficiale. Non si può dire, “è tutto come prima”, non sarebbe credibile. Servirebbe una svolta».

Come dice Cecilia Stefanelli, Spagnolli dovrebbe tornare a sinistra?

«Per non sembrare ridicoli, per rispetto dei cittadini che hanno votato due coalizioni contrapposte, serve una svolta politica. Una svolta di contenuti, non stiamo parlando di posti di giunta, vorrei che fosse chiaro».

Una delle svolte è sul progetto Benko, che gli ecosociali vogliono bloccare e che sarà tra i primi atti del nuovo consiglio comunale?

«L’urbanistica è un tema strategico. Che si chiami Benko o Rossi, non cambia. Il punto è la pianificazione del territorio e l’interesse pubblico prevalente. Negli ultimi due anni, dalla Lex Benko in poi, la situazione è precipitata e si è arrivati alla rottura. La lista è però più lunga, non c’è solo Benko. C’è il tema delle risorse per il Comune e dei rapporti con la Provincia, la difesa dei servizi pubblici e il welfare. Su pressione della Svp si è iniziato a parlare di esternalizzazioni, di riduzione delle tasse, che potresti garantire solo attraverso una riduzione dei servizi. Insomma, c’è bisogno di una svolta a sinistra, verso un centrosinistra vero. Sottolineo vero. Non voglio esagerare, so che esiste anche il centro... Quindi parlo di un centrosinistra che rispetti questa definizione».

Secondo Cecilia Stefanelli non è scontato che Spagnolli cerchi un accordo con voi, in caso di vittoria al ballottaggio. Prospetta una possibile svolta ulteriore a destra.

«Ma certo, lo pensano in molti. Se Spagnolli vincerà al ballottaggio, gli serviranno almeno quattro consiglieri per avere la maggioranza. Potrebbe rivolgersi a Duzzi, Gennaccaro e a qualche consigliere che si scopre “indipendente”. So che la svolta che chiediamo è una cosa grossa. Il pallino l’ha in mano Spagnolli. Dovrà dire dove cerca la maggioranza e per fare cosa».

Lei punta a tornare al governo della città?

«Vorrei un centrosinistra sincero, originale, con una sinistra forte del suo risultato. Ora tutto ciò è saltato».

Si dirà: così fate vincere Urzì.

«Sono tra i più preoccupati per la destra. Le elezioni ci consegnano un consiglio comunale tremendo. Ma un dialogo non si imposta sui ricatti, serve un progetto e per noi si chiama “svolta”.

La Svp ha spinto per lo strappo.

«Anche loro dovranno decidere. I risultati elettorali non sono stati brillanti, a partire dalla pattuglia dei candidati benkiani. È entrata solo Anna Pitarelli. Per fortuna è stata confermata una persona di valore come Judith Kofler Peintner, che sembrava destinata al sacrificio, per permettere l’ingresso in giunta della stessa Pitarelli».

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