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BOLZANO. A volte ci sono brutte storie che decidono di trasformarsi in qualcosa di bello. Moderni anatroccoli della cronaca. Il furto alla cooperativa Gwb di via Mayr Nusser ai Piani di Bolzano è tra queste. O meglio: ha tutti i crismi per diventarlo unendo le forze. Passo indietro: l'altra notte l'episodio di cronaca con i ladri che si sono introdotti nei laboratori per disabili sottraendo contanti, carte di credito, e computer. Un bottino da 1.500 euro, ma più di quello sono i danni ad aver lasciato una ferita. Una porta finestra sfondata e serrature degli infissi da cambiare: una stima sommaria di 10.000 euro che non sono uno scherzo per una coop che non era assicurata. «Non per risparmio, ma semplicemente perchè il bilancio è finalizzato a pagare i disabili che lavorano, i progetti e la gita al mare che rimane come splendido ricordo per gli utenti» le parole dell’educatore Fabio Furegati. Tagliare qualcosa di questo sarebbe stato doloroso e, forse, potrebbe essere necessario per ripagare quanto fatto dai delinquenti. A rimetterci sarebbe un anello debole della società.
Così è partito un giro d’orizzonte coordinato dall’Alto Adige tra gli imprenditori e artigiani della città che sono disposti a dare una mano per riparare i danni collaterali di un crimine particolarmente odioso.
Il primo a prendersi a cuore la storia è stato Giovanni Podini. Sarà la onlus Podini Foundation, infatti, a dare una mano per i lavori di ripristino necessari. «Noi siamo focalizzati soprattutto su progetti che riguardano i bambini in Cambogia o in Eritrea, ma quando possiamo diamo volentieri una mano anche sul territorio». La vicenda, dunque, ha colpito nel segno. «Prenderemo contatto con i responsabili e insieme valuteremo la via di intervento».
Intanto le telecamere di sicurezza di un ufficio vicino agli spazi della cooperativa di via Mayr Nusser avrebbero individuato due soggetti incappucciati con la felpa che si sarebbero diretti nella direzione delle vetrate dei laboratori nella notte del furto. Una frequentazione insolita in quella zona per quell'ora. Purtroppo l'angolo di ripresa non arriva fino alle vetrate sfondate. Non solo, poco dopo gli stessi individui si vedono tornare indietro, con passo trafelato, e con il braccio a coprire la giacca come se nascondessero qualcosa. Il filmato è già stato affidato ai Carabinieri. In attesa di individuare i responsabili, però, i lavori andranno fatti il prima possibile, ma contare sulla solidarietà può essere più semplice. Altri imprenditori o artigiani si sono informati e la campagna continua ad accettare tutti gli aiuti possibili: dalla grande azienda al singolo vetraio. La delinquenza si combatte anche con l’esempio.
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