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MERANO. «Il voto in consiglio comunale sull'ipotesi di costruzione di un garage interrato sotto piazza Teatro infrange tutte le regole, prima tra tutte quelle dettate dalla legge ispiratrice, la Tognoli-Kofler». A prendere posizione in questi termini sull'ultima querelle che ha interessato il consiglio comunale Vanda Carbone, oggi semplice cittadina con la passione per la cosa pubblica, ma anche memoria storica dell'attività comunale, visti i suoi precedenti da assessora al patrimonio. Vanda Carbone, cos'ha di particolare un garage di pertinenza? «Il sottosuolo è parte del patrimonio pubblico, che appartiene a tutti i cittadini. Per limitarne la fruizione, come nel caso di destinazione a parcheggio per residenti ci deve essere un interesse pubblico».
Lei questo interesse lo vede?
«Personalmente no, ma non sono io a dire come determinare l'interesse pubblico. Lo fa la legge Tognoli-Kofler».
In che modo?
«Deve esserci un previsto fabbisogno, una carenza evidente e a dirlo deve essere il piano parcheggi contenuto nel Put, il piano urbano del traffico, non un privato o un gruppo di interessi».
Lei da assessore al patrimonio ha gestito la nascita del garage per residenti sotto piazza Rena. Quella giunta comunale come si mosse?
«Abbiamo predisposto un piano parcheggi, poi abbiamo messo a bando di volta in volta le superfici pubbliche ritenute idonee per realizzare garage interrati di pertinenza di immobili ubicati nel raggio di 350 metri dal baricentro del garage».
Ci ricordi di quali autosilos stiamo parlando.
«Via Fermi a Sinigo, sotto il cortile delle scuole elementari di via Toti, via Petrarca angolo via Piave e piazza Rena».
Un bando pubblico, quindi, e non una iniziativa privata come quella presentata la settimana scorsa?
«Un bando, esatto. Con tanto di presupposti per partecipare e criteri di aggiudicazione. Ma anche una convenzione da stipulare con il vincitore per dettare le regole dei lavori e della gestione. Mi fa sorridere l'impegno dei promotori del garage sotto la piazza per contribuire in parte alla risistemazione di piazza Teatro».
Trova qualcosa di comico in questa proposta?
«Sì, davvero. La legge impone, sottolineo impone, il ripristino della superficie a cura del concessionario che ottiene il diritto a costruire sottoterra il garage. Non è una regalia. Quindi trovo completamente fuori luogo che i promotori cerchino di convincere il sindaco e l'opinione pubblica dell'opera, proponendo di pagare loro il rifacimento della piazza».
Ma se tutto il percorso fosse fatto secondo le regole, lei troverebbe giusto costruire sotto la piazza Teatro?
«Anche qui preferisco non dire la mia opinione, ma quella ben più autorevole del consiglio comunale. In nessuno dei documenti programmatici degli ultimi 20 anni è mai apparsa la piazza Teatro come area pubblica nel cui sottosuolo edificare garage e parcheggi di pertinenza».
Non c'è dunque fame di parcheggi in centro città?
«Per il parcheggio di via Petrarca e per quello di piazza Rena si è dovuto più volte provvedere ad ampliare il raggio entro cui far rientrare gli immobili di pertinenza causa la mancanza di interessati. In piazza Rena ci sono ancora garage invenduti. Ha notato il cartello a lettere cubitali che si trova all'ingresso? Ma ci sono altri due aspetti».
Quali, Carbone?
«Per chi ha la memoria corta vorrei ricordare che in fase di progettazione del garage delle terme fu offerto ai residenti dei Portici e di corso Libertà la possibilità di acquistare dei garage. Si prevedeva di costruire due piani in più ad hoc. Non vi furono adesioni e così la proposta venne archiviata».
E il secondo punto?
«Piazza Teatro potrebbe essere demanio pubblico. In tal caso prima di provvedere a qualsiasi atto, si dovrebbe provvedere alla sua sdemanializzazione».


