BOLZANO. La Garante per l'infanzia Paula Maria Ladstätter ha presentato ieri in Consiglio provinciale la Relazione sull’attività 2014. In carica dal 21 maggio 2014, Ladstätter ha esordito sottolineando che i bambini hanno bisogno di aiuto soprattutto in casi di violenza, mobbing o divorzio: «L’Ufficio della garante è qui per questo, ma non può realizzare in pieno il suo compito per mancanza di personale sufficiente», ha detto. «C’è bisogno ancora di una pedagoga e una psicologa».
Ladstätter ha poi chiarito che molto del suo lavoro consiste in contatti personali, e che in particolare si cerca di recarsi nel luogo di residenza dei bambini che chiedono aiuto. Nel 2014 i colloqui faccia a faccia sono stati 311. A questo si aggiungono le consulenze telefoniche, pari a 743 nel 2014, e colloqui personali, pari a 105. In totale, le consulenze telefoniche e i colloqui sono stati 848: sono stati poi aperti 311 nuovi atti ed elaborati 221 fascicoli già esistenti, per un totale di 532 fascicoli. Per lo più, si rivolgono alla Garante madri e padri, l’11% delle chiamate vengono da minori. Le richieste riguardano i rapporti familiari, i diritti dei bambini, gli orari di rientro la sera, la mancia settimanale, ma anche casi di violenza, abuso e mobbing. Questi casi sono il 2,5%. L’8% dei casi riguardano i conflitti familiari, il 16% la tutela dei giovani (per esempio, riguardo al consumo di tabacco o alcool), il 17% separazioni o difficoltà scolastiche.

