BOLZANO. Il grande freddo tra Caramaschi e i Verdi. Il candidato sindaco del centrosinistra li ha incontrati ieri ed è andato dritto al punto: «Mi appoggiate al primo turno?». Non si aspettava una risposta immediata, i Verdi di Bolzano si riuniranno oggi, ma il tenore delle domande e i distinguo raccontano già molto. Soprattutto se uno dei punti discriminanti diventa il giudizio favorevole di Caramaschi all’ampliamento dell’aeroporto. «Non l’ho costruito io, non è di competenza comunale, ci sarà un referendum. Potremmo parlare di temi che riguardano direttamente il candidato sindaco e la sua coalizione. Per favore?», così Caramaschi, che passando dagli aerei agli scarponi propone una metafora alpinistica, «siamo alle prese con una escursione in salita bella pesante...». È andata più liscia, ma assolutamente interlocutoria, la chiacchierata con Angelo Gennaccaro («Io sto con Bolzano»).

Il quadro è questo. L’alleanza di partenza è composta da Pd, Sel, «Noi Bolzano», Psi e Idv, alle prese con un nuovo carico di scintille su progetto Benko e aeroporto. La coalizione prova ad allargarsi a Verdi e centristi: altri distinguo. L’alpinista Caramaschi e i suoi compagni di cordata riusciranno a darsi un orizzonte, grazie alle tante affinità dichiarate, o soccomberanno alle differenze, più o meno ideologiche? Oggi si prosegue. Alle ore 12 appuntamento con Sel, Annamaria Molin e Luigi Gallo (A sinistra per Bolzano).

Via Bottai, ore 14 di ieri, Caramaschi entra nella sede dei Verdi. Lo attendono i portavoce cittadini Corinna Lorenzi e Tobias Planer, i consiglieri di circoscrizione e alcuni iscritti. Avere accettato l’incontro ha provocato le dimissioni di Maria Laura Lorenzini. Guidava il gruppo deciso a non iniziare nemmeno la discussione. Caramaschi dava per scontato i dubbi dei Verdi sul Pd, i cui tre sì ufficiali di lunedì su Benko, aeroporto e inceneritore a pieno regime «non aiutano a calmare le acque», così Planer. Non si aspettava Caramaschi, che oltre alle ruggini con il Pd, il discorso finisse pesantemente sull’aeroporto. Il suo dichiararsi favorevole viene visto come ulteriore motivo di distanza. Caramaschi esce dalla sede dei Verdi e scuote la testa: «Non capisco, mi dispiace, e non posso nemmeno cambiare idea per agganciare i Verdi. Allo stesso modo non cambierò idea su Benko per ammorbidire il Pd. A tutti dico: i francesi e i tedeschi hanno fatto la guerra, poi hanno firmato la pace. Giriamo pagina rispetto alle ferite dello Spagnolli ter, in cui non ho avuto alcun ruolo. Concentriamoci su quello che ci unisce, affrontiamo i problemi un passo alla volta. L’aeroporto? Deciderà il referendum. Il progetto Benko? L’appuntamento giuridico fondamentale è la sentenza del Tar, poi c’è la consultazione popolare. Se passerà il sì, il commissario firmerà. Se vincerà il no, come sindaco mi impegnerei a rispettare il referendum, compatibilmente con il Tar ed eventuali obblighi giuridici. Insomma, guardiamo al futuro». Planer conferma il freddo, ma aggiunge «ci piace molto l’insistenza di Caramaschi su legalità e trasparenza. Abbiamo parlato anche di come gestire sensatamente il tema dei profughi, di cultura e welfare». Qui le idee tornano a incontrarsi. Perfino la sicurezza nel giro di un anno è diventato tema sdoganato, anche tra sinistra e Verdi (con distinguo). In via Torino Caramaschi ha incontrato Gennaccaro, che tiene aperte tutte le ipotesi, alleanza con centrosinistra, centrodestra o candidatura a sindaco con la sua civica. «Massima stima per Caramaschi», riferisce Gennaccaro, «ma abbiamo bisogno capire quale sarà lo schema di gioco. Chi partecipa e sulla base di quali idee. Non ho preclusioni su nessuno, Verdi compresi. Il punto è come riuscire a stare insieme in modo credibile e dignitoso». Ecco.

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