MERANO. I genitori non si arrendono all'imposizione del calendario scolastico riformato dalla Provincia e, considerato che le richieste di un ripensamento avanzate dal Comune e dalla comunità scolastica rimbalzano su un muro di gomma, s'attrezzano per ricorrere al Tar. La decisione è scaturita da una riunione congiunta dei comitati genitori degli Istituti comprensivi Merano 1 e 2 e dei licei in lingua italiana, un centinaio di rappresentanti in tutto fra i quali una nutrita maggioranza si è espressa a favore del ricorso al giudice amministrativo. Per finanziare l'azione legale è necessario autotassarsi. Con l'intento di coagulare un sostegno dal raggio più largo possibile, per lunedì prossimo 12 marzo alle ore 20 è stato organizzato un incontro all'auditorium dello school village in cui l'avvocato che patrocinerà il ricorso, Federico Mazzei, informerà sui dettagli procedurali e di merito. Alla serata sono invitati i genitori di studenti di ogni ordine e grado di entrambi i gruppi linguistici, e benvenuti sono anche agli insegnanti e più in generale chiunque si senta coinvolto dalla questione. L'iniziativa è meranese, ma la porta è aperta a tutto il resto della Provincia. Sin dall'inizio dell'iter che ha portato la giunta provinciale ad approvare la riforma del calendario scolastico i genitori delle scuole meranesi si erano messi di traverso, facendo pressione in varie sedi e livelli istituzionali anche attraverso corpose raccolte firme. A nulla sono valse le obiezioni ora riassunte in un documento, piattaforma della protesta, firmato dai rappresentanti dei comitati genitori dell'Ic Merano 1 (Roberto Carotta), Ic Merano 2 (Franco Pedranz) e delle superiori in lingua italiana (Giovanni Cretti). La riforma - che in particolare accorcia a 5 giorni la settimana di lezioni alle scuole elementari e medie e anticipa di una settimana l'inizio dell'anno scolastico - è accusata di togliere una possibilità di scelta svantaggiando, anziché agevolare, l'organizzazione delle famiglie sulle quali graverà inoltre una spesa stimata fra i 250 e 500 euro per il servizio mensa. Si ribadisce come la Provincia sia rimasta sorda rispetto al parere negativo espresso a larga maggioranza dal consiglio scolastico provinciale e si critica la settimana di vacanze ad inizio novembre. La decisione della giunta, rimarca inoltre la nota, lede l'autonomia scolastica e non tratta Merano, la cui critica situazione dell'edilizia scolastica è nota, alla pari di Bolzano alla quale è stata concessa una deroga sui 5 giorni. E così la battaglia, persa sul piano politico, viene ora dirottata su quello giudiziario.

© RIPRODUZIONE RISERVATA