LAIVES. Zona sportiva Vallarsa e zona sportiva Graf Tobggenburg a Pineta stanno diventando un banco di prova per misurare la coesione della maggioranza. La zona Vallarsa, dove si trovano campo di pattinaggio invernale e campi da tennis, è proprietà di una cooperativa privata. E' stata chiusa, ancora lo scorso anno, con un'ordinanza del sindaco di Laives per il rischio di caduta massi e da allora non è stata mai più riaperta, anche perchè nessun lavoro è stato fatto. Servirebbero infatti interventi di messa in sicurezza, per un costo previsto di almeno un milione e mezzo di euro, che non è certo in grado di accollarsi la cooperativa. Essendo proprietà privata, le è precluso anche l'accesso ai contributi pubblici e per questo la strada individuata è quella della vendita al Comune, che poi potrebbe invece ottenere finanziamenti provinciali per gli interventi. In questo momento si sta trattando sul valore dell’area: si parla di cifre attorno ai 150-200 mila euro, ritenute però inadeguate dalla cooperativa.

Diversamente, la zona Graf Toggenburg di Pineta è proprietà comunale, data in gestione, negli scorsi decenni, all'omonima cooperativa. La concessione però è scaduta e nel frattempo sfortuna ha voluto che un incendio, nel maggio del 2011, abbia distrutto la palazzina servizi. Da allora è passato più di un anno, l'assicurazione avrebbe già garantito il pagamento dei danni ma nonostante ciò, nulla ancora si è mosso e i soci della Graf Toggenburg, scaduto il rinnovo della concessione, meditano di mollare tutto, anche perchè, nel frattempo, è arrivata la legge che impone di mettere in gara la gestione di queste proprietà comunali.

Proprio su quest'ultimo aspetto si innesta ora una polemica politica che interessa l'intera provincia, dove esistono altre situazioni di beni pubblici dati in gestione.

«Io stesso - ricorda l'ex assessore comunale ai lavori pubblici, Renzo Gerolimon - feci presente al vicepresidente della giunta provinciale, Christian Tommasini, e al suo collega assessore Roberto Bizzo, l'esistenza del problema. Bastava una “leggina” provinciale per sistemare queste situazioni che, lo ripeto, non riguardano solo Laives, ma tutto il territorio altoatesino».

Gerolimon fa riferimento in particolare alla legge “quadro” nazionale per la gestione degli impianti sportivi e ricreativi, una legge che detta i criteri generali entro i quali, Regioni e singole Provincie, possono a loro volta legiferare, creando i presupposti normativi e regolamentari entro il quali gli enti locali a loro volta possano stipulare apposite convenzioni direttamente con le associazioni no profit.

Questa normativa prevederebbe insomma la possibilità, per i Comuni, di convenzionarsi con le associazioni no profit, per la semplice gestione di tutte le strutture sportive e ricreative che non risultino particolarmente remunerative per una serie di fattori, come è proprio con la Graf Toggenburg. Si tratta di zone che però hanno un importante interesse collettivo, anche se con entrate che non rappresentano certo una fonte di guadagno ma sevono a coprire in massima parte le spese.

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