Gadget erotici a spese del consiglio provinciale di Bolzano: è quanto avrebbe scoperto la Guardia di finanza nell'ambito di un'inchiesta della procura sulle rendicontazioni dei gruppi consiliari. Tra le spese presentate dai Freiheitlichen risulterebbe uno scontrino di 64,92 euro per l'acquisto di un vibratore e altri due oggetti ad uso erotico. «Dobbiamo verificare, se fosse così non sarebbe corretto», ha detto all'Ansa il capogruppo Pius Leitner.

Il magistrato che segue l'inchiesta Giancarlo Bramante ha precisato in tarda mattinata di non avere ancora agli atti nessuno scontrino inerente ai gadget erotici, e di non aver ricevuto alcuna comunicazione in tal senso dalla Guardia di Finanza. Lo scontrino sarebbe datato 16 maggio 2012, ma l'obbligo di rendicontazione per i gruppi consiliari è diventato obbligatorio solo nel 2013.  I Freiheitlichen sostengono che lo scontrino a luci rosse, non sarebbe mai stato utilizzato per chiedere i rimborsi del gruppo. Si tratterebbe di uno scontrino finito nel faldone contabile del gruppo ma senza essere utilizzato per la rendicontazione.

Lo scontrino però esiste ed elenca l'acquisto di un vibratore e altri articoli del genere. In un primo momento la segretaria del movimento Ulli Mair aveva parlato di un «regalo per un collega». «Si tratta - aveva detto - di un mattacchione e così abbiamo pensato di fargli un regalo di compleanno un pò spinto, tutto qua». Dopo queste affermazioni Mair ha chiuso il suo telefono per i giornalisti. «Dobbiamo verificare, se fosse così non sarebbe corretto», ha precisato in seguito il capogruppo Pius Leitner. Poche ore dopo il partito ha comunicato che «le notizie non corrispondono ai fatti», riservandosi di adire le vie legali.

L'inchiesta sui rimborsi dei gruppi consiliari della Provincia di Bolzano, che potrebbe causare un altro terremoto politico dopo quello delle «pensioni d'oro», è partita a inizio anno. Il 24 gennaio la Guardia di finanza si era infatti presentata in consiglio provinciale e aveva proceduto al sequestro dei bilanci dei gruppi. La segnalazione su presunte irregolarità nell'utilizzo dei contributi sarebbe giunta da una persona interna al consiglio. La Guardia di finanza era così partita dall'analisi dei contributi di un preciso gruppo consiliare, forse proprio dei Freiheitlichen ora nell'occhio del ciclone per il rimborso di un acquisto in un sexy shop, per poi estendere l'indagine a tutti i gruppi