PHOTO
BOLZANO. Fratelli d’Italia schiera i suoi vertici nazionali per dire «no» al doppio passaporto. Per Forza Italia ha parlato invece finora la deputata Michaela Biancofiore, con toni durissimi. Alessandro Urzì, da poco entrato in Fratelli d’Italia, accusa: «La decisione di procedere in questa direzione è una provocazione anti-italiana ma soprattutto un tradimento dell'autonomia. Nel 1992 con il rilascio della quietanza liberatoria l'Austria aveva irrevocabilmente condiviso lo strumento dell'Autonomia come l'unico possibile per chiudere la vertenza aperta all'Onu. La decisione di ritenere l'autonomia una tappa e non più l'approdo costituisce quindi una lesione dei rapporti internazionali fra Italia ed Austria». Gli fa eco la leader Giorgia Meloni, che annuncia una mobilitazione nazionale, con appello al presidente Sergio Mattarella: «Dopo miliardi di euro di soldi italiani spesi per pagare alle popolazioni di lingua tedesca l'autonomia in Alto Adige, l'Austria mette sul tavolo, unilateralmente, la concessione della cittadinanza a chi la richiederà, dichiarandosi tedesco o ladino. Il tutto nel totale e gravissimo silenzio del governo Pd, in cambio di due miseri collegi assicurati dai voti della Svp». Ancora Giorgia Meloni: «Pensare di gestire una porzione d'Italia abitata da una maggioranza di cittadini austriaci è follia. Ci troveremmo di fronte a una secessione mascherata. Giù le mani dall’Italia». Sempre da Fratelli d’Italia interviene Daniela Santanchè: «Le provocazioni austriache sull'Alto Adige mi preoccupano, ma ancor di più mi preoccupa l'indifferenza del governo Gentiloni nei confronti della minoranza di lingua italiana che vive in provincia di Bolzano e che già subisce da sessant'anni le prevaricazioni della popolazione di maggioranza tedesca. In Alto Adige l'Italia ha accettato un regime di semi-apartheid e come noi ci impegniamo a sopportarlo, anche l'Austria deve farlo senza scatenare tensioni nella regione e senza pensare minimamente a ipotesi di ritorsione contro gli italiani che vivono lì come sarebbe appunto la concessione del passaporto». Così Antonio Bova (Forza Italia: «Tutti gli sforzi di lodare questa autonomia vincitrice sui nazionalismi e sulle rivendicazioni revansciste sono ben lontani dall’essere raggiunti. Non vi è un solo popolo in un unica terra, esistono ancora divisioni».


