Bolzano. Gran spiegamento di tricolori ieri in piazza stazione. il comitato di accoglienza per giorgia meloni, a bolzano per una visita veloce, il tempo per il lancio delle liste di fratelli d’italia. arrivata in treno, appuntamento al parco stazione e non per comodità. «abbiamo scelto uno dei simboli negativi della gestione della città», racconta il capolista bolzanino marco galateo. «arrestiamo il degrado» proclama lo striscione portato dai candidati. è la prima big della campagna elettorale. è stata la prova generale degli eventi organizzabili con le precauzioni anti covid. da roma erano arrivate direttive precise al partito locale per evitare assembramenti: pubblicità al minimo, invitati solo alcuni militanti. in tutto una cinquantina di persone, molte mascherine, ma insomma, l’esperimento funziona così così, difficile garantire le distanze. e domani al mercato di via rovigo arriverà il leader leghista matteo salvini. nessun discorso, giorgia meloni saluta i militanti, risponde alle domande dei giornalisti, si concede ai selfie.

Era venuta a Bolzano giovane ministra del governo Berlusconi. L’avevano aspettata gli amici di sempre al circolo Gentile, il cuore della destra bolzanina. È tornata ieri come leader di Fratelli d’Italia, il partito fermo per anni intorno al 6 per cento e ora volato nei sondaggi. «Raccogliamo il lavoro degli ultimi otto anni», è la sua sintesi, «Messi in sicurezza rispetto a ogni soglia di sbarramento, ci arriva il sostegno di cittadini che prima temevano di disperdere il loro voto». Accanto a Giorgia Meloni, Galateo e il coordinatore regionale Alessandro Urzì. Ai margini del parco c’è l’ex consigliere provinciale Mauro Minniti, «ho fatto un salto a salutare una amica». È la prima volta che il centrodestra si presenta unito con un candidato sindaco, Roberto Zanin (un saluto in stazione). Giorgia Meloni scruta il parco: «L’attuale sindaco dice che non ha sufficienti poteri? Non sono d’accordo. Nel programma di Zanin ci sono diverse possibilità di azione, dalla sperimentazione del taser, all’addestramento della polizia municipale per agire in sicurezza in situazioni difficili, a una normativa stringente sul Daspo, non quella annacquata di questa amministrazione. E anche premialità per chi rispetta le regole. È giusto che contributi e servizi sociali dipendano dal tuo comportamento, chi delinque, venga punito. Nella nostra lista ci sono tutte le anime della città. Rappresentiamo chi vuole cambiare e si fida della nostra concretezza». Fratelli d’Italia con i suoi voti può dare la spinta alla coalizione di Zanin e rappresentare un granello di sabbia nella trattativa con la Svp. Giorgia Meloni è al corrente di tutto, la campagna elettorale è stata misurata (pochi temi identitari). Risponde: «In una terra come questa il dialogo sulle cose da fare è fondamentale. Vogliamo vincere, poi su alcuni punti si dovranno trovare soluzioni comuni. Siamo sempre alleati fedeli delle coalizioni, forse gli unici... Una cosa non siamo disposti a fare: svendere le nostre idee». E quindi, sull’emendamento della Svp, che mira a garantire l’esercizio della professione ai medici che parlano solo tedesco, Giorgia Meloni accusa: «Primo, contesto pesantemente il metodo: non si modifica con legge ordinaria lo Statuto di autonomia e ancora meno con un provvedimento su cui il governo intende mettere la fiducia. Secondo, la questione su cui tutti dovrebbero interrogarsi è come si possa garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla lingua che parlano, di essere curati comprendendo il loro medico. Non mi pare che la soluzione ideale sia quella che sta individuando il governo e la sinistra». La crescita di Fratelli d’Italia come si alimenta? «In un tempo post ideologico credo che i nostri elettori provengano da tutte le aree. Abbiamo dato prova di coerenza e concretezza: avere un partito che non cambia idea il giorno dopo le elezioni diventa un valore assoluto. Siamo abituati a fare politica in modo tradizionale, la pagina facebook per noi non sostituirà la presenza sul territorio». Sul referendum per il taglio dei parlamentari conferma il voto a favore, «anche se abbiamo combattuto inutilmente per abolire i senatori a vita». FR.G.

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